Scende il Pil venezuelano

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VENEZUELA – Caracas. 12/06/13. Secondo il rapporto della Banca Centrale del Venezuela (BCV), il prodotto interno lordo (PIL) nel primo trimestre del 2013 è aumentato dello 0,7%. Una percentuale molto bassa rispetto al 4,8% dello scorso anno. Uno stallo economico atteso dagli analisti. L’inflazione è alle stelle e la politica monetaria di Chavez, portatata avanti da Maduro non aiuta. Le materie prime costano troppo e gli imprenditori non possono permettersi di comprarle. 

Non c’è crescita e secondo la Banca il rallentamento economico è generale, degli 11 settori monitorati dalla Banca Centrale del Venezuela, quattro registra una flessione nel primo trimestre rispetto allo stesso periodo nel 2012 e sono: estrazione (-25,3%) manifatturiero (-3,6%), trasporto e magazzinaggio (-2,3%) e delle costruzioni (-1,2%). Il tutto è alimentato da un calo dell’export del 13,7%, rispetto allo stesso trimestre del 2012 e da un aumento delle importazioni è al 1,5%.

Il presidente della BCV, Edmee Betancourt ha ammesso il problema, ma ha detto che il rallentamento economico è stato a causa di una “guerra finanziaria” che esiste contro il Venezuela. «Questo è a causa di una guerra finanziaria fomentata poteri forti che si rifiutano ancora di riconoscere la vittoria elettorale del presidente Nicolas Maduro» ha aggiunto.

Per il deputato e membro del comitato permanente per la Finanza e lo Sviluppo Economico, Ramon Lobo (PSUV), il “sabotaggio” di cui parla Betancourt è una campagna di “mobbing” per le istituzioni pubbliche che si è verificato dopo l’ultimo trimestre dello scorso anno. Lobo ha invece asserito che il calo del Pil e dello stallo economico è da ricercare nella situazione politica, «l’economia è chiaramente staccata dagli eventi politici del Venezuela». Tra le critiche mosse alla politica quelle secondo cui la malattia di Chavez e le conseguenze manovre politiche abbiamo danneggiato l’immagine del Venzuela e ancora molti i problemi legati alla creazione del sistema di valuta complementare (Sicad) valuta e consegna.

Lobo ha spiegato che in Venezuela: «Un investitore, produttore e imprenditore, a seconda della situazione politica nel paese può apprezzare può cominciare a prendere decisioni importanti come la capacità di produzione che a sua volta genera un rialzo dei prezzi e una scarsità di beni o viceversa». Di certo, spiega il membro del comitato per la Finanza servono rivisitazioni normative in materia di politica monetaria e incontri tra mondo privato e esecutivo. Non c’è da preoccuparsi se dopo 10 mesi di crescita vi è un momento di arresto. Purché sia un momento di transizione. 

Più diretta l’economista José Guerra secondo cui la caduta della crescita rispetto agli anni precedenti è dovuto principalmente a tre cose: in primo luogo ad un calo della domanda, a causa dell’inflazione, secondo, una recessione che non riesce a confrontarsi con il dollaro. Mancano materie grezze per poter incrementare la produzione, troppo care. Infine il controllo del prezzo imposto sta soffocando alcune imprese a cui non conviene più produrre.