Le manovre di PDVSA

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VENEZUELA – Caracas 06/06/2014. La Petroleos de Venezuela SA (Pdvsa) è impegnata in una serie di manovre finanziarie e petrolifere per uscire dal guado.

Pdvsa è alla ricerca di un prestito per pagare i suoi 3 miliardi di dollari di debito maturati quest’anno e non ha intenzione di vendere ulteriormente titoli nel 2014. Pdvsa intende ottenere un prestito di sette-otto anni da una banca internazionale e poi rifinanziare un ulteriore debito di 11,9 miliardi di dollari fino al 2017. Questo piano per limitare le obbligazioni del 2014 arriva dopo l’annuncio del 14 maggio della vendita di 5 miliardi di dollari in scadenza nel 2024 attraverso un collocamento privato delle banche statali. Il 15 maggio, Barclays Plc ha comunicato di prevedere nuove emissioni di obbligazioni Pdvsa per il 2014 tese a superare l’importo previsto in precedenza, 6 miliardi di dollari, a causa di una carenza di valuta statunitense nel paese e di una «grande concentrazione dei pagamenti» prevista per l’ultimo trimestre dell’anno. La compagnia intende ridurre la quantità di debito in scadenza ogni anno a non più di 3 miliardi di dollari; nei piani Pdvsa, il prestito dovrebbe essere fatto a condizioni più favorevoli rispetto a quelle disponibili sul mercato obbligazionario; Carsacas, infatti, vuole mantenere l’emissione annuale di obbligazioni Pdvsa tra i 3 miliardi e i 5 miliardi di dollari l’anno; ricevuto il prestito per pagare i bond in scadenza quest’anno, la Pdvsa dovrà rifinanziare il debito dovuto nel 2017 per le scadenze tra il 2021 e il 2023. Cina e Russia sono i nuovi grandi investitori in Venezuela, e Pdvsa continua a mantenere buoni rapporti con una serie di banche di investimento mondiali; il Venezuela inoltre prevede di mantenere circa 40 miliardi di dollari in prestiti con la Cina senza aumentare o diminuire l’importo. La società venezuelana ha poi firmato tre accordi con la spagnola Repsol e l’italiana Eni per sviluppare le riserve di condensa; si tratta di un progetto al largo della costa nord-occidentale del Venezuela, che comporterà un investimento stimato di 7 miliardi di dollari. «Siamo tre diverse società e stiamo dando vita insieme a diversi progetti che porteranno ad un unico progetto, un’unica società, un unico sforzo», ha detto il Ceo di Pdvsa Rafael Ramirez dopo la firma degli accordi avvenuta il 4 giugno.

Gli accordi strategici includono la creazione di una joint venture per sviluppare il giacimento di gas off-shore Perla 3X, parte del blocco Cardon IV, e un accordo per il finanziamento del progetto. Un’altra joint venture è stata creata per sviluppare idrocarburi liquidi in Cardon IV, nel Golfo del Venezuela. «È stato firmato un documento in base al quale le nostre aziende, Eni, Repsol e Pdvsa, attraverso la sua affiliata Cvp, hanno accettato di partecipare congiuntamente nella fase di sviluppo di questo giacimento di gas, il Perla 3X», ha detto Ramirez. I documenti sono stati firmati presso la sede della Pdvsa a Caracas da Ramirez, dal presidente della Repsol, Antonio Brufau, e dall’Amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi.