VENEZUELA. Parlamento chavista e d’opposizione si incontrano per la pacificazione nazionale

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I due organi legislativi che si contendono la legittimità in Venezuela avvieranno il 1° agosto un programma di lavoro congiunto, promosso dagli Stati Uniti, con l’obiettivo dichiarato di avviare un processo di re-istituzionalizzazione democratica del Paese, a più di sei mesi dalla cattura dell’ex presidente Nicolás Maduro.

I colloqui riuniranno l’Assemblea Nazionale eletta nel 2015, a maggioranza di opposizione e guidata da Dinorah Figuera, e l’Assemblea eletta nel 2026, controllata dal chavismo e guidata da Jorge Rodríguez, fratello della presidente ad interim Delcy Rodríguez. Entrambi hanno confermato la ripresa dei contatti tramite comunicati stampa. Secondo il testo diffuso da Figuera, l’agenda darà priorità al rafforzamento delle istituzioni democratiche e del sistema elettorale, nonché al ripristino delle garanzie di partecipazione politica. Rodríguez, al contrario, ha presentato il processo come parte di un appello all’unità nazionale per affrontare l’emergenza, riferendosi ai suoi interlocutori come ex membri dell’Assemblea del 2015, riporta MercoPress.

Il riavvicinamento formale è iniziato il 18 giugno, quando Figuera è tornata a Caracas dopo otto anni di esilio e ha incontrato Rodríguez. Figuera, medico e membro del partito Primero Justicia, è stata incaricata dal Dipartimento di Stato americano di guidare i colloqui. Dal 2023 presiede la commissione delegati dell’Assemblea del 2015, che Washington considera l’ultimo organo legislativo venezuelano emerso da elezioni riconosciute come competitive e che mantiene il controllo legale su alcuni beni venezuelani all’estero, come la filiale di Citgo. Figuera sostiene che questo status istituzionale sia alla base del suo ruolo nel negoziato.

La nomina ha messo in disparte la leader dell’opposizione María Corina Machado, premio Nobel per la pace, che si era affermata come principale interlocutrice con il governo. Machado, in esilio da dicembre, non ha commentato l’operato di Figuera. Sostiene che il candidato dell’opposizione Edmundo González Urrutia abbia vinto le contestate elezioni del 2024 – in cui Maduro fu dichiarato vincitore tra accuse di frode – e, insieme a González, ha chiesto nuove elezioni presidenziali. Durante l’emergenza terremoto, ha affermato di essere stata impedita di imbarcarsi su un volo per Caracas, a Panama. La ripresa del dialogo tramite Figuera è stata interpretata da alcuni settori dell’opposizione come un segno del pragmatismo di Washington, che si allontana dalla leadership di Machado.

Il processo riporta la questione elettorale al centro dell’agenda, dopo mesi in cui la priorità degli Stati Uniti era stata la stabilizzazione del Paese in seguito alla cattura di Maduro, la ripresa delle relazioni diplomatiche e la graduale revoca delle sanzioni. Il contesto è un vuoto istituzionale: il 3 luglio è scaduto il periodo di 180 giorni previsto dalla Costituzione per l’assenza temporanea del presidente, termine entro il quale dovrebbero essere indette nuove elezioni. A gennaio, la Corte Suprema ha definito la detenzione di Maduro un’“assenza forzata”, una cifra non espressamente prevista dalla Costituzione venezuelana.

Fino a pochi giorni fa, Rodríguez si era rifiutato di parlare di qualsiasi calendario politico, mentre l’attenzione era concentrata sulle vittime del terremoto. In una conferenza stampa, ha definito “irrispettoso” nei confronti delle vittime sollevare in questo momento la questione del rinnovo del Consiglio Elettorale Nazionale o della Corte Suprema. “Non abbiamo la lucidità mentale per preoccuparci della Corte Suprema in questo momento; ciò che ci preoccupa sono le persone che stanno soffrendo in modo indicibile”, ha affermato.

L’annuncio coincide con i tempi di Washington: questa settimana è prevista un’audizione al Congresso degli Stati Uniti sulla situazione dei diritti umani in Venezuela e sulla risposta ai terremoti del 24 giugno, che secondo l’ultimo bilancio ufficiale hanno causato almeno 4.561 morti, sebbene altre stime indichino una cifra superiore. L’Assemblea del 2015 ha ripreso le sue sessioni questa settimana in una sede alternativa, dopo che il Palazzo Legislativo è stato danneggiato dal disastro.

Maddalena Ingroia 

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