VENEZUELA. Navi militari iraniane dirette a Caracas

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L’amministrazione Biden ha emesso un severo avvertimento a Teheran in seguito alla notizia che una nave della marina militare iraniana potrebbe essere diretta in Venezuela per consegnare armi.

L’ammonimento, forse il più forte diretto all’Iran fino ad oggi dall’amministrazione Biden, è stato fatto doc che USNI News aveva pubblicato immagini satellitari della nave della marina iraniana, il Makran, con almeno sette barche da attacco rapido a bordo.

Non è ancora chiaro se a bordo ci sia altro hardware militare o quale sia la destinazione finale. La dichiarazione del Pentagono segue quella identica pubblicata da Politico, del Consiglio di Sicurezza Nazionale.

Secondo Politico, la Makran era diretta a sud lungo la costa orientale dell’Africa, forse destinata al Venezuela; la nave e una nave di appoggio dovrebbero essere nell’Atlantico meridionale. Gli Stati Uniti hanno da tempo adottato una linea dura nei confronti degli avversari stranieri che consegnano hardware militare in America Latina.

L’Iran ha avuto stretti legami con il governo del Venezuela per anni, ma la mossa apparente è il primo test di questo tipo per il presidente Joe Biden, la cui amministrazione cerca un riavvicinamento con Teheran dopo anni di ostilità tese sotto l’ex presidente Donald Trump.

La risposta dell’Amministrazione Biden è arrivata dopo che il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, aveva avvertito gli Stati Uniti di “stare attenti” nel trattare con il Makran: «L’Iran è sempre presente in acque internazionali e ha questo diritto secondo il diritto internazionale e può essere presente in acque internazionali (…) Coloro che siedono in case di vetro dovrebbero stare attenti. Nessuno può violare questo diritto» ha detto Khatibzadeh.

L’anno scorso l’Amministrazione Trump ha collaborato con le autorità di Capo Verde per sequestrare un carico di carburante iraniano a bordo di quattro petroliere dirette in Venezuela in violazione delle sanzioni economiche statunitensi.

L’amministrazione Trump ha eseguito campagne di “massima pressione” sia contro l’Iran che contro il governo venezuelano del presidente Nicolas Maduro, non riuscendo a spodestarlo in un tentativo di colpo di stato nel 2019. L’amministrazione Biden ha assunto una posizione meno aggressiva verso i due governi, avvicinandosi a negoziati indiretti con l’Iran sul suo programma nucleare e offrendo aiuti umanitari al Venezuela.

Ma l’attuale amministrazione mantiene le sanzioni su entrambi i governi e finora ha rifiutato di negoziare con il regime di Maduro, insistendo che prima si deve impegnare politicamente con il leader dell’opposizione Juan Guaido, che gli Stati Uniti e i suoi alleati riconoscono come il presidente legittimo del Venezuela.

Una spedizione di hardware militare iraniano in Venezuela rischia di gettare benzina sul fuoco nei negoziati nucleari internazionali a Vienna e può rovinare qualsiasi possibilità di negoziati diretti tra l’amministrazione Biden e il governo di Maduro nel breve termine, nonostante gli appelli dei democratici al Congresso per l’iniziativa diplomatica su entrambi i fronti.

È anche probabile che aumenti le tensioni nel Golfo Persico, dove l’Iran ha preso di mira le navi commerciali in passato come rappresaglia per i sequestri di carico e gli incidenti di sabotaggio israeliano contro le petroliere iraniane. Le barche d’attacco rapido della marina iraniana hanno molestato due volte le navi della marina statunitense e della guardia costiera nel Golfo negli ultimi mesi, durante i colloqui a Vienna.

La campagna di massima pressione dell’amministrazione Trump ha spinto gli avversari statunitensi come l’Iran a raddoppiare il sostegno al governo di Maduro, che ha fornito oro in cambio di petrolio iraniano. Dal fallito tentativo di colpo di stato, l’Iran ha anche aumentato le sue spedizioni di armi a Caracas, e la Russia ha inviato circa 100 militari in Venezuela nel 2019, probabilmente per consigliare il dispiegamento dei suoi sistemi di difesa aerea S-300.

Maddalena Ingroia