VENEZUELA. Maduro ammette il suo fallimento

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Le legioni dei seguaci di Nicolás Maduro sono decimate: solo il 30% degli elettori in Venezuela rimane fedele all’erede di Hugo Chávez, secondo i risultati delle elezioni presidenziali del 20 maggio. Se confrontiamo questo declino con le elezioni del 2013, quando Maduro è stato eletto per la prima volta, i numeri dicono che ha perso 1,3 milioni di voti. 

Secondo quanto riporta Caracas Chronicles, Maduro è circondato dall’insoddisfazione, mentre Chávez continua a fare miracoli politici anche dopo la morte: il suo indice di gradimento rimane tra il 50% e il 60%, anche se il 91% degli intervistati ritiene che la situazione del paese sia negativa o molto negativa. Maduro è salito al potere perché era l’ultima scelta del presidente Chávez. Da allora, non ha attuato alcun cambiamento radicale per quanto riguarda i piani economici impostati dal suo predecessore; incrementando la persecuzione contro i dissidenti.

Nell’ultimo congresso del partito Socialista Unito venezuelano, Nicolas Maduro ha ammesso che il suo modello economico ha “fallito” a seguito delle diffuse carenze di cibo e medicine e della paralisi diffusa del servizio pubblico. «I modelli di produzione che abbiamo provato finora sono falliti e la responsabilità è nostra, mia e vostra», ha detto Maduro al congresso del Psuv. «Basta con i lamenti (…) abbiamo bisogno di produrre con o senza aggressione esterna, con o senza blocchi, abbiamo bisogno di rendere il Venezuela una potenza economica (…) Non più lamenti, voglio soluzioni compagni!», riporta Afp

Negli ultimi anni il governo socialista ha nazionalizzato vari settori industriali come quelli del cemento e dell’acciaio, espropriato centinaia di imprese, tra cui catene di supermercati, e recentemente ha messo l’esercito a controllare i mercati per bloccare l’aumento dei prezzi. Ha, inoltre, fissato i prezzi di vari prodotti e imposto un monopolio sui cambi.

«Prevedo che ci vorranno circa due anni per raggiungere un alto livello di stabilità e vedere i primi sintomi di una nuova prosperità economica», ha aggiunto il presidente.

Il piano di ripresa economica di Maduro prevede l’aumento della produzione petrolifera a «sei milioni di barili al giorno entro il 2025 o prima». La produzione di petrolio è passata da un massimo di 3,2 milioni di barili al giorno nel 2008 al minimo trentennale di 1,5 milioni di quest’anno.

Graziella Giangiulio