
Vive preoccupazioni manifestate dall’organizzazione della consegna dei Nobel per la leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado, vincitrice del Premio Nobel per la Pace di quest’anno, che ha confermato che si recherà a Oslo per ricevere il premio il 10 dicembre, come annunciato venerdì dal Comitato Norvegese per il Nobel.
“Lei stessa ha chiarito che verrà. Allo stesso tempo, va sottolineato che si tratta di un viaggio pericoloso perché il regime venezuelano ha dichiarato di volersi sbarazzare di lei”, ha dichiarato il presidente del Comitato per il Nobel, Jørgen Watne Frydnes, all’emittente pubblica norvegese NRK.
Frydnes spera che la sicurezza di Machado sia garantita e che possa raggiungere la Norvegia, “ma anche che possa tornare e continuare il suo importante lavoro in Venezuela”. Il Comitato Norvegese per il Nobel annuncia che María Corina Machado si recherà a Oslo per ricevere il premio.
Contemporaneamente il governo venezuelano accusa l’ONU di giustificare la pressione militare statunitense. Giovedì 13 novembre il Venezuela ha presentato una protesta formale all’ONU in una lettera indirizzata ad António Guterres, in cui il governo denuncia il Segretariato per aver adottato una posizione favorevole all’interpretazione statunitense del conflitto nei Caraibi. Caracas sostiene che l’istituzione abbia offerto un’interpretazione che minimizza la responsabilità di Washington nell’escalation delle tensioni militari.
L’ambasciatore Samuel Moncada ha dichiarato che il documento mira a correggere quella che definisce una “narrazione sbilanciata” diffusa dal portavoce Stéphane Dujarric. A suo avviso, le dichiarazioni del funzionario ritraggono il Venezuela come parte di un conflitto in cui, insiste, “c’è un solo aggressore”.
Moncada ha sottolineato che le operazioni militari del Venezuela sono una risposta a una minaccia e vengono condotte all’interno dei suoi confini, mentre ha ritenuto gli Stati Uniti responsabili di aver generato instabilità nei Caraibi attraverso schieramenti navali e azioni extraterritoriali.
Il Segretario alla Guerra degli Stati Uniti Pete Hegseth ha annunciato l’Operazione SOUTHERN SPEAR, il nome provvisorio della recente campagna di attacchi militari contro le navi del narcotraffico nel Mar dei Caraibi e nel Pacifico orientale.
Ha affermato che l’operazione sarà guidata dal Comando Sud degli Stati Uniti (SOUTHCOM) e dalla nuova Joint Task Force-Southern Spear (JTF-SS). “Questa missione protegge la nostra patria, elimina i narcoterroristi dal nostro emisfero e garantisce la sicurezza della nostra patria dalla droga che uccide il nostro popolo. L’emisfero occidentale è il vicinato dell’America e lo difenderemo”, ha dichiarato Hegseth su X. Il Pentagono il 13 novembre ha presentato a Trump i piani per possibili operazioni contro il Venezuela, inclusi attacchi su obiettivi terrestri, ha riportato la CBS. I dettagli di queste potenziali operazioni non sono stati forniti.
Luigi Medici
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