VENEZUELA. La Banca mondiale stima i danni dei terremoto: oltre 19 miliardi di dollari

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Secondo una valutazione preliminare pubblicata dalla Banca Mondiale, i due terremoti che hanno colpito il nord del Venezuela il 24 giugno hanno causato danni materiali diretti stimati in 19,6 miliardi di dollari. La cifra equivale a circa il 18% del prodotto interno lordo del Paese, secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale.

Il rapporto, redatto utilizzando la metodologia di stima rapida dei danni dell’istituzione, attribuisce il 47% delle perdite agli edifici residenziali, il 27% alle infrastrutture e il 26% agli edifici non residenziali. Lo stato di La Guaira e il Distretto della Capitale, che comprende Caracas, rappresentano circa la metà dell’impatto totale. A La Guaira, l’area più colpita, l’istituzione stima che una casa su cinque sia stata distrutta, riporta MercoPress.

La stima non include i costi di ricostruzione con interventi strutturali o di rimozione delle macerie, che secondo la Banca Mondiale potrebbero ammontare a una cifra compresa tra due e due volte e mezzo il valore di ricostruzione, portando il costo totale a quasi 50 miliardi di dollari. Una prima valutazione delle Nazioni Unite, pubblicata una settimana dopo i terremoti, aveva stimato i danni diretti a 37 miliardi di dollari. “Questa valutazione fornisce al governo del Venezuela e ai suoi partner una base oggettiva e tempestiva per la pianificazione della ripresa”, ha affermato Susana Cordeiro Guerra, vicepresidente dell’istituzione per l’America Latina e i Caraibi, aggiungendo che i terremoti “hanno sconvolto le vite, danneggiato infrastrutture critiche e creato nuove sfide” per il Paese.

I terremoti, di magnitudo 7.2 e 7.5, hanno causato 5.398 morti e 16.740 feriti, secondo i dati ufficiali, che le autorità presentano come provvisori, mentre le stime non ufficiali indicano migliaia di dispersi. Circa 18.000 persone sono ancora senza casa. Si tratta del terremoto più mortale registrato in Venezuela dal 1812. Le Nazioni Unite stimano che oltre un milione di persone necessitino di assistenza umanitaria immediata.

Il disastro ha colpito un Paese con un tasso di povertà superiore al 76% e un’economia che si è contratta drasticamente nell’ultimo decennio, in un periodo segnato dalle sanzioni statunitensi. La Banca Mondiale ha avvertito che, con gli attuali livelli di investimenti pubblici e privati, la ricostruzione si protrarrà oltre i dieci anni, con effetti duraturi sull’attività economica, e ha chiesto un rapido aumento dei finanziamenti pubblici.

Il rapporto è stato pubblicato dopo che quattordici parlamentari democratici statunitensi hanno chiesto al presidente Donald Trump di revocare le sanzioni economiche contro il Venezuela e di agevolare l’accesso del Paese ai suoi beni congelati all’estero. Un centinaio di economisti ha firmato una richiesta analoga. L’istituzione ha affermato di essere al lavoro con il governo venezuelano, la Banca Interamericana di Sviluppo e la CAF per definire un ulteriore supporto tecnico e finanziario.

Lucia Giannini

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