VENEZUELA. Creata un’unità militare speciale per un’area al confine con la Colombia

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Il ministro della Difesa venezuelano, il generale Vladimir Padrino, lunedì 5 aprile ha annunciato la creazione da parte del Paese di un’unità militare al confine con la Colombia, che il mese scorso è stata al centro di scontri tra truppe e gruppi militari illegali, in quanto starebbe cercando di promuovere lo spiegamento di reti di traffico di droga e gruppi armati violenti nel territorio bolivariano per provocare una guerra civile. Lo riferisce la Reuters.

Migliaia di civili sono stati sfollati durante i combattimenti con combattenti che il governo del Presidente Nicolas Maduro ha definito “terroristi”.

Il Generale ha dichiarato: «La Colombia sta inviando gruppi paramilitari ai nostri confini per penetrare nel nostro territorio e raggiungere il centro del Venezuela. Condanniamo i violenti eventi che hanno avuto luogo nello stato di frontiera di Apure la scorsa settimana, dove quattro soldati venezuelani sono morti a seguito dell’esplosione di mine da parte di gruppi armati irregolari colombiani.

Il ministero della Difesa ha informato di questi eventi violenti, ma la Colombia non ha avuto e non ha alcun interesse a cercare soluzioni al conflitto».

In merito ai violenti scontri verificatisi ad Apure, Padrino ha fatto sapere che: «Un’unità temporanea chiamata Zona di Difesa Operativa Integrata (ZODI) opererà in diversi comuni dello stato venezuelano, dove hanno avuto luogo gli scontri. Non consentiremo a nessun tipo di forza, convenzionale, irregolare, criminale, narcotrafficante, ecc…, di venire nel nostro territorio per commettere crimini. L’esercito venezuelano mantiene un’unità ZODI permanente per ciascuno dei suoi 23 stati e per la capitale Caracas. Il bilancio causato dai conflitti è stato di otto soldati uccisi e 34 feriti, 9 membri dei gruppi armati uccisi e 33 persone perseguitate dal sistema giudiziario militare”.

Il ministero degli Esteri della Colombia lunedì ha sollecitato il rispetto dei diritti della popolazione civile che vive ad Apure e nel vicino stato colombiano di Arauca, affermando: «l conflitto armato nella zona di confine di Arauca e Apure sta seriamente compromettendo la vita della popolazione civile e ha costretto le famiglie ad abbandonare le loro case e i loro beni».

Secondo il ministro della Difesa colombiano Diego Molano il governo di Maduro sarebbe rimasto invischiato in scontri tra diversi gruppi di ex guerriglieri delle FARC e sarebbe coinvolto nel traffico di droga in combutta con alcuni. Inoltre, si sarebbero svolti incontri tra le forze armate venezuelane e gli alleati dissidenti per coordinare un’offensiva contro altri ex membri delle FARC. Molano è fermamente convinto che l’obiettivo delle operazioni non sia la protezione del confine, bensì del business del traffico di droga.

Il Venezuela ha negato qualsiasi legame con i guerriglieri colombiani e con i gruppo di trafficanti di droga. Di fronte alle accuse rivolte al Paese la condanna di Padrino è stata ferma: «Le campagne di discredito contro il nostro governo sono un tentativo di giustificare le azioni violente contro il Venezuela. Nel frattempo la comunità internazionale, a cui il nostro paese si è rivolto la scorsa settimana, è rimasta inerte».

Coraline Gangai