Caracas dipende da Pechino

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VENEZUELA – Caracas 22/07/2014. Il Venezuela ha detto che le sue relazioni con la Cina sono divenute un pilastro fondamentale per i progressi fatti in quasi tutti i settori della sua economia.

Infatti, con una nuova serie di accordi e quasi 5,7 miliardi di prestiti, Pechino fornirà supporto a Caracas in molti settori chiave. A Xi Jinping, in occasione della cerimonia della tredicesima Commissione Mista bilaterale, Nicolas Maduro ha detto che la sua visita «aveva superato tutte le aspettative». Da agricoltura e finanza alle telecomunicazioni, da infrastrutture a commercio, i due leader hanno convenuto che la porta aperta da Hugo Chavez, 15 anni or sono, continua ad essere «una boccata d’aria fresca» per l’economia del Venezuela. «Il finanziamento non grava il nostro paese con un debito ingestibile, è un finanziamento sostenuto da una formula di produzione e fornitura di barili di petrolio che oggi ammonta a circa 524mila barili al giorno verso la Cina», ha detto Maduro. Il volume dovrebbe essere elevato a un milione di barili nel 2016.
«Questo significa che è una formula d’onore che prevede il finanziamento e lo sviluppo senza creare debiti onerosi come facevano i vecchi sistemi», ha aggiunto il presidente venezuelano.
La “formula onorevole” ha messo 45 miliardi dalla Cina in un fondo comune per finanziare progetti in Venezuela, una somma che, con il contributo del Venezuela ammonta a 56 miliardi di denaro disponibile. Tra l’altro, la Cina investirà 4 miliardi di dollari, mentre 2 miliardi il Venezuela, nel Fondo cinese-venezuelano comune, chiamato “Fondo Chino”, con cui sono finanziati progetti di sviluppo. I presidenti del Venezuela e della Cina, Xi Jinping e Nicolás Maduro a Caracas hanno firmato 38 accordi di cooperazione che permettano al paese sudamericano di avere crediti per oltre 5 miliardi di dollari e rendono il Venezuela il suo terzo satellite. Altre intese hanno riguardato la cinese Eximbank (banca commercio estero) che darà alla compagnia petrolifera di stato venezuelana, Pdvsa, un miliardo di dollari per «l’acquisto di beni e servizi per l’industria» e per «nuovi progetti».
La Cina fornirà anche 691 milioni per la certificazione e l’esplorazione di riserve di minerali, nonché per «lo sviluppo di una miniera di rame e oro» in Venezuela. Inoltre, Maduro e Xi hanno concordato uno scambio di conoscenze per la produzione di un nuovo satellite «che servirà a rafforzare le capacità cartografiche» del Venezuela che ha già due satelliti in orbita, costruito anche nel contesto della cooperazione con la Cina: dal 2008, il Simon Bolivar, progettato per le telecomunicazioni, e dal 2012 il Francisco de Miranda, per l’osservazione a distanza e la mappatura. «Il Venezuela è diventato uno dei luoghi con maggiori investimenti provenienti dalla Cina, il più grande mercato per i lavori di costruzione, il settimo fornitore di petrolio della Cina e il quarto partner commerciale in America Latina», ha detto Xi.
Nel valutare i dettagli del piano di cooperazione, Maduro ha detto che i settori prioritari sono guidati dal settore energetico e delle risorse naturali, con investimenti nel petrolio, nell’industria petrolchimica e nella produzione di elettricità.
Questo settore è seguito da infrastrutture e agricoltura, Maduro ha rilevato che solo il 10% della terra arabile del Venezuela è coltivato, con produzione, innovazione tecnica e tecnologia informatica a seguire. Il presidente cinese ha compiuto un tour ufficiale in America latina (Brasile, Argentina, Venezuela e Cuba). Xi ha proposto la creazione di un nuovo fondo per le infrastrutture da 20 miliardi di dollari per l’America Latina, sottolineando crescente interesse di Pechino nella regione. Il commercio cinese con l’America Latina è cresciuto rapidamente negli ultimi anni, raggiungendo i 261,6 miliardi di dollari nel 2013; La Cina è oggi il secondo partner commerciale di numerosi paesi, tra cui Argentina e Cuba, ed è per il Brasile il più grande dal 2009. Questa è la seconda visita di Xi in America Latina e nei Caraibi dal suo insediamento nel 2013: anno in cui si era recato in Messico, Costa Rica, Trinidad e Tobago.