VENEZUELA. Caracas fa le fusa a Pechino

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Il ministro degli Esteri venezuelano Jorge Arreaza ha ribadito il partenariato strategico globale del suo Paese con la Cina, in quanto le due nazioni condividono legami «sinceri, franchi e reciprocamente vantaggiosi». Arreaza, che è arrivato a Pechino il 16 gennaio, e ha tenuto una sessione di lavoro con il suo omologo cinese Wang Yi, ha detto che la cooperazione tra Cina e Venezuela si è estesa a tutti i settori.

«È un’associazione necessaria per cercare di diversificare l’economia venezuelana, facendo sforzi affinché gli investimenti cinesi si riflettano immediatamente in benefici per il nostro popolo in materia di alloggi, aumento della produzione di petrolio, cibo e telecomunicazioni», ha detto Arreaza, ripreso da Efe.

Il Ministro venezuelano ha evidenziato la cooperazione con Pechino in settori come l’ambiente, i satelliti, l’agricoltura, l’estrazione mineraria e l’istruzione. Arreaza ha incontrato il vice premier cinese Wang Qishan e ha tenuto un discorso sul «ruolo del Venezuela nella difesa del multilateralismo» presso l’Istituto cinese di studi internazionali. Fino ad oggi la cooperazione con Pachino ha portato alla firma di 500 accordi molti trasformati in progetti operativi, riporta Telesur.

Analizzando la politica estera degli Stati Uniti, Arreaza ha detto che la Cina non aspira al «dominio politico sulle popolazioni» e allo «sfruttamento delle loro risorse naturali». Ha elogiato la Belt and Road Initiative come una «proposta di pace», e un tentativo di «condividere i guadagni e lo sviluppo come obiettivo». Ha poi sostenuto che la situazione commerciale ed economica del Venezuela era migliorata nonostante l’inflazione e l’offerta di cibo e medicinali nel paese stava migliorando.

Ha accusato gli Stati Uniti della crisi economica del Paese, sostenendo che il Paese sudamericano è stato messo sotto grande pressione dal «blocco e dalla guerra economica, commerciale e finanziaria» condotta da Washington.

Il ministro venezuelano ha affermato che, nonostante una grossa somma di denaro venezuelano sia rimasta bloccata all’estero a causa delle sanzioni, il Paese è stato testimone delle «celebrazioni natalizie più prospere degli ultimi quattro o cinque anni».

Discutendo la possibilità di un dialogo con l’opposizione, spesso sposato dalla Cina, Arreaza ha detto che lo sforzo negoziale mediato dalla Norvegia, sostenuta anche da Washington, è fallito perché l’opposizione si è ritirata: «L’opposizione non vuole il dialogo, non l’ha mai voluto», ha detto.

Arreaza ha detto di aver avuto una discussione con Wang Yi sulle “analogie” tra gli sviluppi in Venezuela e le proteste in corso nella città semi-autonoma cinese di Hong Kong. «Il tentativo di forzare un’altra rivoluzione colorata a Hong Kong è familiare. Le somiglianze sono schiaccianti: il simbolismo che usano, i finanziamenti che ricevono, le tattiche di pressione sulle forze di sicurezza, è lo stesso format», ha detto. Il ministro ha sottolineato che la Cina è un Paese «assolutamente sovrano» e che «non si lascerà influenzare da terzi» nelle sue politiche e nei suoi legami con il Venezuela.

Tommaso dal Passo