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ITALIA – PADOVA 10/10/2103. Riforma della PAC 2014-2020, trovato l’accordo

L’accordo sulla riforma della PAC per il periodo 2014-2020 è stato finalmente raggiunto. Consiglio, Commissione e Parlamento europeo hanno infatti trovato l’intesa politica definitiva sui dossier che accompagneranno la politica agricola europea fino al 2020. Per i prossimi sette anni, la nuova PAC fornirà agli agricoltori europei regole certe, sostegno finanziario e opportunità di crescita.

Pagamenti diretti agli agricoltori

Gli agricoltori potranno contare, come in passato, sugli aiuti forniti dall’UE. La riforma ha però introdotto delle novità, come per esempio la “regressività obbligatoria e volontaria”. In pratica, l’importo del sostegno (Pagamento diretto) che un’azienda agricola riceverà (escluso il pagamento relativo alle misure “verdi”) sarà ridotto di almeno il 5% per gli importi superiori a 150.000 euro. I costi salariali potranno essere dedotti prima che sia effettuato il calcolo.

Più attenzione allo Sviluppo rurale

La decurtazione del 5% sugli importi superiori a 150.000 euro dei Pagamenti diretti non riguarderà però gli Stati Membri che applicano il “pagamento redistributivo”, in base al quale almeno il 5% della dotazione nazionale è trattenuto per essere indirizzato sul primo ettaro delle aziende agricole. I fondi “recuperati” attraverso questo meccanismo saranno trasferiti alla dotazione per lo Sviluppo rurale dello Stato Membro interessato e potranno essere utilizzati senza obbligo di cofinanziamento.

Convergenza esterna

Le dotazioni nazionali per i Pagamenti diretti per Stato Membro saranno progressivamente adattate in modo che i Paesi in cui il pagamento medio (in euro per ettaro) è attualmente inferiore al 90% della ridistribuzione media dell’UE godranno di un graduale aumento della loro dotazione (1/3 della differenza tra il loro tasso corrente e il 90% della media UE). Ogni Stato Membro dovrà raggiungere un livello minimo entro il 2019. Le dotazioni per gli altri Stati Membri che ricevono importi superiori alla media saranno adeguati di conseguenza.

Trasferimento di fondi tra i pilastri

Gli Stati Membri hanno la possibilità di trasferire fino al 15% del loro massimale nazionale relativo i Pagamenti diretti (1° pilastro) allo Sviluppo rurale (2° pilastro). Questi importi non richiedono il cofinanziamento. Gli Stati Membri hanno la possibilità inversa di trasferire fino al 15% della loro dotazione nazionale dal 2° al 1° pilastro, percentuale che sale al 25% per gli Stati Membri che ricevono meno del 90% della media UE dei Pagamenti diretti.

Tutto sulla riforma della PAC

Veneto Agricoltura Europa, quindicinale di informazioni dall’UE di Europe Direct Veneto, sportello di Veneto Agricoltura-Ufficio Stampa, sta seguendo ormai da mesi le diverse fasi della riforma della PAC 2014-2020. Per info: venetoagricoltura.org

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