UZBEKISTAN. La Grotta di Aladino dell’Avanguardia Russa

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Ci sono poche ragioni per visitare Nukus, Uzbekistan, ma c’è un flusso costante di turisti in città, sia locali che internazionali, per vedere quella che rimane una delle più belle mostre di arte d’Avanguardia nel mondo. La piccola città di Nukus nei deserti del Qizilqum dell’Uzbekistan è il “Louvre della steppa” che ospita l’arte impressionista russa perduta, un’intera generazione salvata dall’appassionato d’arte Igor Savitsky. È probabilmente la seconda più grande collezione d’arte d’avanguardia al mondo raccolta negli anni Trenta, dopo che Stalin fece reprimere o giustiziare la maggior parte di un’intera generazione di artisti impressionisti.

Savitsky, riporta BneIntellinews, era nato in Ucraina nel 1915 da una famiglia benestante, ma alla fine finì a gestire un progetto archeologico a Nukus. A Stalin non piaceva il nuovo stile impressionista che si stava sviluppando in Francia e che arrivò in Russia dove un’intera scuola di pittori lo abbracciò, producendo le proprie interpretazioni. Nel 1932 il Cremlino stabilì ufficialmente che solo lo stile del realismo sociale era accettabile e la maggior parte degli artisti russi smise semplicemente di esporre i propri lavori, mentre molti furono arrestati per propaganda antisovietica.

Il movimento artistico era emerso in Russia intorno al 1890 attraverso l’ampio flusso di arte e artisti tra Parigi e Mosca, culturalmente unite nella Russia zarista. Tuttavia, dopo la Rivoluzione d’Ottobre del 1917, i legami con la Francia furono spezzati e l’arte divenne appannaggio dello Stato.

In tutto Savitsky mise insieme una collezione di oltre 80.000 tele, molte delle quali capolavori, e aprì il Museo Savitsky in alcune stanze del museo di storia naturale di Nukus nel 1966. Allo stesso tempo, Savitsky raccolse il lavoro di artisti locali e gli si attribuisce il merito di essere il padre di un’intera scuola di pittura dell’Asia centrale, che è anche esposta nel museo di Nukus.

Le autorità uzbeke hanno impiegato molto tempo per realizzare il tesoro che si trovava in un vecchio edificio in rovina nella remota città occidentale che è la capitale della regione del Karakalpakstan. Bisogna pensare che il nuovo edificio del museo ha solo spazio per esporre circa il 3% dell’intera collezione, quindi i dipinti vengono ruotati regolarmente, ma raramente lasciano Nukus. Tra le opere impressioniste russe esposte oggi a Nukus ci sono alcune del gruppo di artisti russi che dipingevano in stile impressionista chiamato il gruppo Bubnovyi Valet, cioè Jack di Quadri negli anni Venti incentrato su Sergei Nikritin, che aveva vissuto a Parigi ed era amico di Picasso.

Oggi il museo espone un misto dei famosi artisti dell’Asia centrale ma solo una frazione della collezione impressionista russa.

Il pezzo forte della collezione di Nukus è Il toro dell’artista bielorusso Vladimir Lysenko, originariamente chiamato I fascisti avanzano, ed è il quadro più intimamente associato al museo. La censura sovietica lo considerò anti-sovietico e Lisenko fu internato in un manicomio per 15 anni, dal quale alla fine uscì paralizzato ed estremamente malato.

Tommaso Dal Passo