La rivoluzione del cotone

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UZBEKISTAN – Tashkent. 28/09/13. Secondo la testata Uznews.net «la rivoluzione in Uzbekistan inizierà nei campi di cotone. E un rivoluzionario deve diventare un coltivatore di cotone che dirà – Io non sono uno schiavo. Noi non siamo schiavi!».

Secondo la testata, Bukharbayeva in Uzbekistan è immerso nella schiavitù. Sempre seguendo il resoconto della testata il luoghi è tra i più arretrati del mondo, più dell’Asia, più dell’Africa. Anche in Bangladesh e in Somalia la schiavitùnon è a questi livelli. Uzbekistan, sempre secondo la testata in un certo senso sta scivolato nel feudalesimo con le caratteristiche di un sistema basato sulla schiavitù, nonostante la sua facciata di paese di successo.

Dure le critiche nei confronti del Presidente,  accusato di non prendersi cura del suo popolo e anzi di aver tagliato i fondi per istruzione, pensione, elettricità e gas e di favorire, anzi di essre l’ispiratore di questo sistema. Sono in crescita le vittime tra i raccoglitori di cotone, anche tra i bambini lasciati soli per troppo tempo, mentre i genitori lavorano nei campi, scompaiono alcuni vengono rinvenuti morti. Il giornale parla di criminalità organizzata che minaccia una fetta larga della popolazione molto povera, incapace di reagire ai soprusi dei ricchi  ben attrezzati e appoggiati dal regime, che ha anche il sostegno della CE, gli Stati Uniti, la Russia e la Cina. 

In una intervista del 2006 Robert Templer del Crisis Group rispondendo a una domanda sul governo di Karimov, pensieroso ha detto, «non è il governo – è la mafia». Con grande dispiacere, ha detto che le riprese di Andijan del 13 Maggio 2005 effettivamente hanno dimostrato un aumento della criminalità organizzata. 

Un altro esperto e analista degli Stati Uniti, l’editor di Harper Scott Horton chiama il governo Karimov – «la più grande azienda di famiglia in tutto il mondo». L’ex ambasciatore britannico Craig Murray l’ha definito  «cleptocrazia». 

Difficile stabilire dal confine italiano come stanno effettivamente le cose, anche perché l’Uzbekistan negli ultimi mesi ha dato il via a numerose riforme in materia fiscale per poter accogliere finanziamenti esteri e per poter dar vita a un settore industriale all’avanguardia, numerosi gli interventi previsti per portare l’acqua potabile nelle case degli uzbeki.

Di certo però non si può tacere il fatto che una delle figlie del presidente Gulnara è ricercata in diversi Paesi, come la Francia, per reati finanziari. 

Per quanto concerne la vicenda dei raccoglitori di cotone le organizzazioni non governative internazionali da tempo hanno chiesto, e quest’anno ottenuto, ILO, di poter assistere alla raccolta. L’ILO, da tempo accusa l’Uzbekistan di far lavorare in condizioni disastrose i suoi lavoratori. Il cotone dell’Uzbekistan è molto richiesto sul mercato per via del suo prezzo competitivo e della sua elevata quantità. Questo ovviamente ha ricadute interne. Un basso costo della manodopera e dei turni massacranti vanno a vantaggio di chi ha la proprietà e di chi vende, il tutto a svantaggio dei cittadi e quindi del Paese.