Ust-Luga Cup e Second Baltic Pipeline

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RUSSIA – San Pietroburgo 10/4/13. L’evento sportivo atto ad implementare la collaborazione internazionale russa verso i mari caldi, integrando nel sistema occidentale di trasporti lo stato ex-sovietico, si propone dal prossimo 4 al 14 giugno nella sua seconda tornata. La regata inaugurale, nell’edizione 2012, ricorreva in concomitanza della celebrazione del 10° anniversario del porto di Ust-Luga, situato circa 110 km ad ovest della città di San Pietroburgo; facendo salpare sette imbarcazioni a vela dal porto di Stoccolma, per gareggiare lungo le 450 miglia marine che lo separano da San Pietroburgo. Caratteristici gli equipaggi, capeggiati da skipper russi e svedesi e composti da funzionari dei rispettivi porti, partner commerciali e mondo dei media. Marinai per l’occasione, che anche nell’edizione 2013, toccheranno i porti di Mariehamn, Lappo, Nauvo, Hanko e Tallinn.

A latere, la promozione di un corridoio marittimo sul Mar Baltico, capace di coinvolgere in differenti misure gli interessi di diversi stati rivieraschi come la Finlandia, l’Estonia, la Lettonia, la Lituania, la Polonia, la Repubblica Federale Tedesca, la Danimarca, la Svezia e, in qualità di promotrice, la Russia, con il supporto del proprio Ministero dei Trasporti e della Federazione Navale.

Il sito di Ust-Luga è infatti ritenuto geo-economicamente fondamentale per la Federazione Russa. Risulta essere, non casualmente, un rilevante hub nel passaggio di carbone e fertilizzanti, che ha richiesto circa 2,1 miliardi di dollari per essere allestito. La sua costruzione ha avuto inizio nel 1997, per evitare che si effettuassero transiti su gomma attraverso il ponte stradale degli stati baltici, subendo una drastica accelerazione con l’avvento della presidenza Putin. Il canale ingresso del porto, di un ampiezza di 3,7km, consente inoltre il passaggio di imbarcazioni di una stazza superiore alle 150mila tonnellate, confermando le intenzioni russe di renderlo sbocco privilegiato della seconda Baltic Pipeline, in grado di evitare il passaggio del greggio attraverso la Bielorussia, preferendo il Golfo di Finlandia e la via del Baltico.