USA. La magia del Neon batte il buio del Covid19

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Da un Ronald McDonald a gambe incrociate a un bicchiere da Martini pieno di olive, le classiche insegne al neon riempiono un negozio di New York, da vedere quando sarà possibile: Let There Be Neon, un negozio di Lower Manhattan che fa produce insegne.

Ma cosa rende il neon così luminoso? «Quando l’elettricità eccita un tubo pieno di gas inerte al neon, il tubo si illumina», spiega Jeff Friedman, proprietario di Let There Be Neon dal 1990, riporta Reuters.

«Il neon è rosso quando è acceso, il colore puro del neon. Ma usiamo anche l’argon, che è blu, e combinando i diversi gas con diversi colori di vetro o fosforo all’interno del tubo, è così che otteniamo tutti i diversi colori», ha detto Friedman.

Il negozio è stato fondato dall’artista della luce, pittore e documentarista Rudy Stern nel 1972, e Friedman ha iniziato a lavorarci cinque anni dopo. Insegne calde di tutti i colori dell’arcobaleno illuminano il negozio, mentre gli operai saldano il vetro tenendo i tubi su fiamme blu calde, modellandoli in varie lettere e disegni.

Nel corso dei decenni, altre forme di illuminazione, come i Led, sono diventate più economiche da produrre e le insegne al neon sono cadute in disgrazia, ma non a Let There Be Neon. «Il neon è puro, è fatto a mano, è fatto di vetro, è riciclabile», ha detto Friedman, elencando quelli che secondo lui sono i vantaggi del neon rispetto all’illuminazione di plastica.

«Prima della pandemia, stavamo facendo più neon di quanti ne avessimo mai fatti prima (…) Quando il Covid ha colpito, è stato come se le sigarette fossero rimaste a bruciare nei posacenere», dice Friedman secondo cui gli affari torneranno man mano che la gente riacquisterà fiducia e si dice convinto che la quantità di lavoro che hanno ricevuto tornerà ad aumentare costantemente.

«Non è neanche lontanamente vicino al livello pre-Covid, ma le luci sono accese, abbiamo resistito, siamo sopravvissuti», dice Friedman.

Maddalena Ingrao