USA. Il primo record di Biden: in 72 ore, sanzioni minacciate a Germania, India, Russia e Cina

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L’amministrazione Biden la scorsa settimana ha minacciato sanzioni contro Germania, India, Russia e Cina nello spazio di 72 ore: Germania e lndia sono alleati americani.

Washington è furiosa con la Germania per aver costruito un gasdotto con la Russia, con l’India per aver acquistato un sistema di difesa aerea russo, con la Russia per gli arresti degli oppositori del presidente Putin e con la Cina per il trattamento della sua minoranza musulmana uigura.

Queste recenti uscite dell’Amministrazione Biden hanno cementato un’alleanza sino-russa contro gli Stati Uniti, minando gli sforzi degli Stati Uniti per ricostruire le relazioni con gli alleati europei e danneggiando gli sforzi degli Stati Uniti per formalizzare l’alleanza “Quad” contro la Cina nel Pacifico. Il presidente Biden il 16 marzo ha chiamato il presidente russo Putin “un assassino” che “non ha un’anima” e ha affermato che Putin “pagherà un prezzo” per aver presumibilmente cercato di aiutare Trump nelle elezioni presidenziali del 2020: uscite politicamente fuori dai denti che hanno scatenato la reazione russa, formale e non, riporta AT.

Visitando l’India la scorsa settimana, Lloyd Austin ha avvertito l’India di non andare avanti con il suo previsto acquisto del sistema di difesa aerea russo S400, per «evitare qualsiasi tipo di acquisizione che inneschi sanzioni». L’India dovrebbe essere il perno del Quad, un’alleanza a quattro tra Stati Uniti, Giappone, Australia e India per contenere le ambizioni della Cina nel Pacifico.

Nell’incontro alaskiano con i cinesi, il segretario di Stato americano Anthony Blinken ha iniziato sollevando «profonde preoccupazioni per le azioni della Cina, anche in Xinjiang, Hong Kong, Taiwan, gli attacchi informatici contro gli Stati Uniti e la coercizione economica verso i nostri alleati. Ognuna di queste azioni minaccia l’ordine basato sulle regole che mantiene la stabilità globale»; a simili uscite ha reagito con uguale forza il ministro degli esteri cinese Wang Yi.

Nel frattempo la minaccia di sanzioni americane contro le aziende tedesche che costruiscono il gasdotto Nord Stream 2 da 11 miliardi di dollari verso la Russia «potrebbe trasformare il rilancio degli Stati Uniti come leader di una rete di alleanze globali in un naufragio nel porto di casa», come riporta Politico. Il Dipartimento di Stato ha già chiesto la cessazione immediata dei lavori sull’oleodotto, che è completato al 95%, avvertendo che qualsiasi azienda coinvolta è a rischio di sanzioni.

L’Europa ora paga circa 2 miliardi di dollari all’anno in tasse di transito all’Ucraina, Slovacchia e altri paesi per il gas naturale russo, che fornisce circa un terzo del suo consumo annuale di gas. Il gasdotto Nord Stream II ridurrebbe sostanzialmente i costi di trasporto, a spese dell’Ucraina e di altri paesi. Secondo Neue Zürcher Zeitung, il nuovo gasdotto fornirebbe 55 miliardi di metri cubi di gas all’anno, soprattutto a spese degli 87 miliardi di metri cubi che ora passano attraverso il gasdotto dell’Ucraina.

Grazie alla sua grande capacità di stoccaggio sotterraneo, l’Ucraina rimarrebbe un importante fornitore di gas per l’Europa, ma la sua posizione geostrategica sarebbe indebolita rispetto alla Russia.

Gli Stati Uniti vogliono sostenere l’Ucraina contro la Russia, e vogliono anche che l’Europa importi dagli Stati Uniti un gas naturale liquefatto più costoso. Il governo tedesco vuole ridurre i costi di importazione del gas e migliorare le relazioni con la Russia. Il cancelliere Angela Merkel ha messo il suo prestigio personale dietro il progetto, ed è improbabile che le sanzioni americane possano fermare il progetto a questo punto.

Antonio Albanese