USA. Boeing chiede a Biden di separare diritti umani da interessi commerciali con la Cina

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La Boeing ha chiesto all’amministrazione di Joe Biden a mantenere i diritti umani e altre controversie separate dalle relazioni commerciali con Pechino, e ha avvertito che il rivale europeo Airbus guadagnerebbe se il produttore di aerei degli Stati Uniti fosse messo alla porta dalla Cina.

Boeing e Airbus vendono ciascuno circa un quarto dei loro jet di linea alla Cina, che ha superato gli Stati Uniti come il più grande mercato di viaggi nazionali del mondo, riporta Atf.

L’amministratore delegato Dave Calhoun ha detto: «Penso che politicamente la Cina sia più difficile per questa amministrazione e lo era per l’ultima amministrazione (…) Ma dobbiamo ancora commerciare con il nostro più grande partner nel mondo: La Cina». Notando le diverse controversie, Calhoun ha aggiunto: «Spero che possiamo separare la proprietà intellettuale, i diritti umani e altre cose dal commercio e continuare a incoraggiare un ambiente di libero scambio tra questi due giganti economici».

Calhoun ha detto di credere che la disputa sui sussidi aerei con l’Europa potrebbe essere risolta dopo 16 anni di lotte all’Organizzazione Mondiale del Commercio, ma ha detto di non vedere simili sbocchi sulla Cina.

Boeing ha iniziato a subire i colpi dello scontro tra Pechino a Washington fin da subito e gli acquisti di jet cinesi sono rallentati su tutta la linea negli ultimi anni.

Pechino ha avvertito le aziende straniere di non entrare nei dibattiti politici, una politica sottolineata questa settimana da uno scontro con la catena di vendita al dettaglio svedese H&M sul cotone proveniente dallo Xinjiang.

La preoccupazione più pressante di Boeing in Cina, dicono gli analisti, include il destino del suo jet passeggeri 737 Max, che è stato messo a terra in tutto il mondo per quasi due anni dopo due incidenti mortali.

La messa a terra ha tolto 387 aerei dalla flotta globale e fermato la consegna di altri 470 che Boeing ha costruito e messo in magazzino.

L’ente statunitense del volo ha ridato al jet la capacità di volare di nuovo nel novembre 2020, una decisione seguita dall’Europa e dai principali mercati a parte la Cina, il cui regolatore continua a esprimere grandi preoccupazioni per la sicurezza.

La Cina ha promesso un approccio “passo dopo passo” verso l’approvazione dell’aereo, ma crescono le preoccupazioni che il processo tecnico potrebbe impantanarsi nel crescente stallo diplomatico tra Pechino e Washington.

Il rapporto Brand Finance Global 500 di questo mese ha mostrato che il valore del marchio Boeing è crollato del 40% arrivando a 13,6 miliardi di dollari, il terzo più grande calo a livello globale. I marchi aerospaziali e delle compagnie aeree rappresentano sei dei 10 marchi in più rapida caduta.

Graziella Giangiulio