USA. Auguri MTV

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Nell’era del digitale e delle app c’è una signora nata ai tempi della TV via cavo che ha compiuto i suoi primi 40 anni: la statunitense MTV

MTV per i giovanissimi potrebbe essere la nonna di YouTube, TikTok e dei social media era ed è la TV che per prima portava la musica al grande pubblico con le immagini.

La prima trasmissione di MTV, il 1° agosto 1981, si apriva con un filmato del lancio di uno shuttle e le parole: “signore e signori, rock and roll”. La prima canzone, tuttavia, fu il singolo decisamente poppeggiante dei Buggles – abbastanza appropriatamente, Video Killed the Radio Star.

I primi a beneficiare di un lancio non proprio indovinato furono i cittadini New Jersey, e i dirigenti fondatori ricordano una battaglia in salita per l’approvazione e le risorse. Robert Pittman, il primo CEO di MTV, nota che la Warner Amex, casa madre,  inizialmente disse no all’idea.

Questo scetticismo non era del tutto infondato. Anche se clip promozionali fatti su misura per canzoni pop e rock avevano una storia che risaliva almeno agli anni ’60, e il primo “video musicale” – per Bohemian Rhapsody dei Queen – fu nel 1975, il formato era ancora relativamente marginale. Come disse il produttore dello studio di MTV Robert Morton: “Spiegavamo che stavamo iniziando un canale musicale e che avremmo trasmesso dei video, e la gente non sapeva nemmeno cosa fossero i video”.

L’effetto di MTV sulle vendite di dischi è stato subito notato. Durante l’ascesa iniziale del canale e il periodo d’oro degli anni ’80, ha aiutato a dare il via alla carriera di star come Cyndi Lauper, e ha lanciato altre – come Madonna e Michael Jackson – nella stratosfera.

L’innovazione del video, quindi delle immagini per promuovere la musica ha radicalmente cambiato  il modo do vendere i dischi e il video divenne un vero strumento di marketing, e il successo diffuso di video come Thriller e Billy Jean di Michael Jackson – insieme all’aumento vertiginoso dei budget – ha rafforzato il visivo come componente chiave del pop mainstream. Il resto è davvero storia della musica. 

Antonio Albanese