USA. A Beretta il nuovo superfucile per lo US ARMY?

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La Beretta è tra i finalisti della mega commessa per la produzione del nuovo fucile d’assalto dell’esercito americano. Se a gennaio la cordata formata da Beretta, General Dynamics e True Velocity, dovesse risultare vincitrice, l’azienda porterà a casa un contratto che può arrivare a valere 5 miliardi di dollari.

La commessa è stata voluta dal Pentagono: i militari nel combattimento faccia a faccia col nemico non sono i migliori; pertanto, necessitano di un’arma che dia la possibilità all’esercito di colpire da una distanza di sicurezza superiore ai seicento metri. Il Dipartimento della Difesa USA ha fornito ai partecipanti il nuovo proiettile da 6,8 millimetri (con cui vuole rimpiazzare i calibri 5,56 e 7,62) e, sostanzialmente, ha chiesto alle case produttrici di costruire il nuovo Ngsw (next generation squad weapons) intorno a questo. La Beretta pertanto ha dato vita al Rm277 A e Ar.

La novità è che questo fucile usa il bullpup che consente di avere una canna più lunga senza aumentare la dimensione dell’arma.

All’inizio del nuovo anno (prime ordinazioni aprile e consegne a fine 2023) per vedere se alla fine la Beretta riuscirà a spuntarla sull’altro sfidante in gara, e cioè Sig Sauer.

In caso di successo, la Beretta, che produrrà il fucile in Tennesse, potrebbe essere ad un punto di svolta della propria storia: Il vincitore in fatti non fornirà solo fucili all’esercito americano (che ora utilizza l’M4) ma anche le munizioni.

Il giro d’affari potrebbe anche aumentare: una volta in dotazione all’esercito Usa saranno tante le nazioni che potrebbero acquistare il fucile Ngws, considerando infatti che il nuovo proiettile potrebbe infatti cancellare il calibro Nato.

Non sarebbe in ogni caso la prima collaborazione tra l’azienda bresciana e il Pentagono; In passato le Beretta M9 sono state le pistole d’ordinanza dei militari Usa per trentadue anni fino al loro ritiro nel 2017.

Salvatore Nicoletta