URUGUAY. Polemiche e imbarazzi internazionali per la targa ad Ho Chi Minh 

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L’Amministrazione Portuale Nazionale dell’Uruguay ha autorizzato l’installazione di una targa commemorativa in onore del leader vietnamita Ho Chi Minh nell’atrio principale del terminal passeggeri fluviomarittimo di Montevideo.

Questa decisione ha scatenato polemiche tra l’Amministrazione e il Municipio. Il Consiglio Dipartimentale di Montevideo aveva precedentemente respinto la proposta di collocare un busto di Ho Chi Minh donato dal governo vietnamita, riporta MercoPress.

Il dibattito nasce dalla duplice eredità del leader: è venerato in Vietnam come eroe dell’indipendenza nazionale e liberatore, ma il suo governo è criticato a livello internazionale per aver instaurato un regime autoritario e monopartitico e per le violazioni dei diritti umani, tra cui l’eliminazione sistematica dei rivali politici e la persecuzione religiosa.

L’ANP ha giustificato la sua decisione affermando che la targa mira a “sottolineare” l’importanza storica dello scalo di Ho Chi Minh al porto di Montevideo nel 1912 durante il suo “viaggio trascendentale alla ricerca della liberazione nazionale”. L’Autorità ritiene inoltre che la targa “rafforzerà” le relazioni bilaterali tra Uruguay e Vietnam e “preserverà l’eredità storica comune”.

La mancata approvazione del busto da parte del Consiglio Dipartimentale ha già avuto conseguenze diplomatiche. L’installazione proposta richiedeva una maggioranza speciale di due terzi (21 voti), che il Frente Amplio non è riuscito a ottenere a causa del fermo rifiuto dei partiti di opposizione.

A seguito della situazione di stallo, la visita ufficiale del vicepresidente vietnamita Vo Thi Anh Xuan in Uruguay è stata rinviata a causa di “circostanze impreviste”. Il ritardo è ampiamente interpretato negli ambienti diplomatici come una conseguenza diretta del rifiuto della proposta del busto.

Celebrato come un liberatore che pose fine al colonialismo francese e all’occupazione giapponese, Ho Chi Minh guidò la Rivoluzione d’Agosto, dichiarando l’indipendenza del Vietnam nel 1945. Attuò politiche come la riforma agraria e campagne per ridurre l’analfabetismo.

Tuttavia, è stato criticato per aver sistematicamente eliminato i rivali politici non comunisti, instaurato un regime autoritario monopartitico con censura totale, diffuse violazioni dei diritti umani e persecuzioni religiose di gruppi cattolici e buddisti.

Quando era conosciuto con il suo nome di nascita, Nguyễn Sinh Cung, e in seguito con lo pseudonimo Văn Ba, il leader vietnamita lasciò il paese il 5 giugno 1911 come aiutante di cucina su un piroscafo francese. Dal 1911 al 1917 circa, prestò servizio come marinaio su diverse navi mercantili, il che gli permise di viaggiare per il mondo, visitando porti in Africa, Asia, Europa (Francia, Gran Bretagna) e nelle Americhe. Queste tappe furono cruciali per la formazione politica di Ho Chi Minh e lo sviluppo della sua strategia anticoloniale.

Il porto di Montevideo era una tappa fondamentale sulle rotte commerciali dell’Atlantico meridionale per le navi provenienti dall’Europa o dirette alla punta estrema del Sud America. La risoluzione dell’ANP sottolinea che la sua sosta a Montevideo nel 1912 faceva parte di questo “viaggio trascendentale alla ricerca della liberazione nazionale”.

Si sosteneva inoltre che la targa avrebbe posto il porto di Montevideo come punto di riferimento storico per i movimenti rivoluzionari e indipendentisti globali.

Tommaso Dal Passo 

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