UNIONE EUROPEA. Nuovi poteri per la Commissione

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La Commissione Europea è pronta a chiedere maggiori poteri in Politica Estera: la proposta è contenuta in un documento chiamato Nuovo strumento anticoercizione.

Come riporta la newsletter Brussels Playbook dell’edizione europea di Politico, se il testo verrà approvato, garantirà alla Commissione il potere di imporre sanzioni commerciali a paesi e persone extracomunitarie che «interferiscono indebitamente nelle scelte strategiche dell’UE o degli Stati membri».

Secondo il Financial Times, lo strumento prevede una dozzina di provvedimenti che la Commissione può prendere in autonomia nel caso ritenga che un paese estero si stia comportando in maniera scorretta nei confronti dell’Unione o di un singolo paese europeo. Secondo la proposta della Commissione, le sanzioni entrerebbero in vigore non appena decise, e per sospenderle sarebbe necessario un voto a maggioranza all’interno del Consiglio, la cosiddetta procedura inversa.

La proposta della Commissione ha buone possibilità di essere approvata: infatti, dato che nominalmente è una misura che riguarda gli scambi commerciali non avrà bisogno dell’unanimità per essere approvata dal Consiglio dell’Unione Europea – l’organo in cui sono rappresentati i governi dei 27 stati membri – come invece è previsto per tutte le misure di politica estera.

La Francia, che dal prossimo 1° gennaio deterrà per sei mesi la presidenza di turno del Consiglio, si è già detta favorevole alla proposta della Commissione; tuttavia, altri stati tendenzialmente più favorevoli al libero commercio come Svezia e Repubblica Ceca hanno messo in dubbio la necessità di uno strumento del genere.

Negli ultimi anni la necessità, prevista dai trattati europei, che ogni decisione di politica estera preveda l’unanimità del Consiglio ha spesso rallentato o ostacolato prese di posizione nette dell’Unione Europea, e spesso molti analisti ritengono che per guadagnare rapidità ed efficienza, e dunque un peso reale in politica estera, l’Unione dovrebbe eliminare il principio dell’unanimità, per esempio sui voti alle sanzioni nei confronti dei paesi extracomunitari, oggi gestiti dal Consiglio: il testo in oggetto sembra proprio andare in questa direzione.

Salvatore Nicoletta