UNIONE EUROPEA. Libera mobilità alle truppe NATO in caso di conflitto

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L’Unione Europea ha approvato la partecipazione dei membri della Nato, gli Stati Uniti, il Canada e la Norvegia in un progetto volto ad accelerare il movimento di truppe ed equipaggiamenti militari in Europa. La decisione del 6 maggio segna la prima volta che l’Ue ha aperto un’iniziativa del suo patto di cooperazione strutturata permanente, Pesco, che mira ad approfondire i legami di difesa, a partner esterni.

Il patto, riporta Rferl, è stato concordato dai leader dell’Ue nel dicembre 2017 in mezzo alle crescenti tensioni tra l’Occidente e Mosca sull’aggressione della Russia in Ucraina.

L’Ue ha da allora stanziato 1,7 miliardi di euro dal suo bilancio comune fino al 2028 per migliorare la mobilità militare, qualcosa che la Nato ritiene cruciale in caso di un conflitto con la Russia.

Al di là della burocrazia, il dispiegamento regolare delle forze, sia via terra, mare o aria, è spesso ostacolato da infrastrutture mal adattate. Al loro incontro a Bruxelles, i 27 ministri della Difesa dell’UE hanno dato il via libera a Stati Uniti, Canada e Norvegia per unirsi al progetto di mobilità militare del blocco, guidato dai Paesi Bassi.

L’esperienza dei tre paesi «contribuirà al progetto e, con esso, al miglioramento della mobilità militare all’interno e all’esterno dell’Ue (…) Renderà la difesa dell’Ue più efficiente e contribuirà a rafforzare la nostra sicurezza», ha detto Josep Borrell.

Il ministro della Difesa tedesco Annegret Kramp-Karrenbauer ha definito la mossa come un «salto di qualità nella cooperazione concreta quando si tratta di garantire che le truppe possano essere schierate in Europa attraverso i confini nazionali (…) Parlando di mobilità militare, fare in modo che le truppe possano essere spostate attraverso i confini in Europa è una questione molto importante non solo per l’Unione europea, ma anche per la Nato», ha aggiunto.

Il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, che ha incontrato i ministri dell’Ue, ha anche accolto con favore la mossa, e ha notato che «gli alleati non Ue svolgono un ruolo essenziale nel proteggere e difendere l’Europa». Gli Stati Uniti e i loro alleati della Nato hanno rafforzato la loro presenza nella parte orientale dell’Alleanza, in parte per contribuire a rassicurare Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia che saranno difesi in caso di aggressione russa. Il Canada sta guidando un gruppo di combattimento Nato di stanza in Lettonia, e anche la Norvegia, non membro dell’Ue, vi è coinvolta.

Nella loro riunione a Bruxelles, i ministri della difesa dell’Ue hanno discusso un progetto per creare una forza militare di 5.000 uomini che potrebbe essere schierata rapidamente in una potenziale zona di conflitto. Il piano ha il sostegno di 14 paesi membri, tra cui Francia, Germania, Italia e Spagna.

Luigi Medici