UNIONE EUROPEA. AUKUS e la sicurezza dell’Europa

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Perché gli europei sono preoccupati di Aukus? Il patto di sicurezza Australia-UK-USA, Aukus, è una questione che riguarda infatti la sicurezza dell’Europa nel suo insieme e i leader dell’Ue e i capi di stato europei lo hanno dimostrato fino ad ora. Aukus ha rivelato quanto è cambiato l’ambiente strategico e come i partner dell’Unione europea in materia di sicurezza intendono operarvi.

In primo luogo, il modo in cui Aukus è stato negoziato e annunciato ha portato a una crisi di fiducia lungo l’Atlantico, perché suggerisce che l’Europa, di fatto, non è più la priorità degli Stati Uniti. Per gli europei, il problema non è tanto la perdita di un contratto quanto il modo in cui la Francia è stata trattata, che non lascia presagire nulla di buono.

Inoltre, se Aukus conferma che l’Indo-Pacifico è ora la priorità per gli Stati Uniti, implica che l’Europa non è più il partner strategico che era una volta; il patto è stato annunciato lo stesso giorno in cui l’Unione europea ha reso pubblica la propria strategia Indo-Pacifica.

Inoltre, Aukus ha un impatto diretto sull’architettura di sicurezza nell’Indo-Pacifico, dove l’Unione europea ha interessi strategici e un proprio approccio, sviluppato nella sua strategia di cooperazione nell’Indo-Pacifico. Aukus potrebbe complicare l’approfondimento della cooperazione europea con l’Australia, e i paesi europei potrebbero essere tentati di limitare l’impegno con l’Indo-Pacifico più in generale.

Una ragione della crisi potrebbe essere l’assenza di nomine politiche nell’amministrazione Biden – nessun ambasciatore in Europa, e Karen Donfried è stata confermata come assistente segretario di stato per gli affari europei ed eurasiatici solo a fine settembre.

Nel frattempo, il team Indo-Pacifico della Casa Bianca è molto più robusto. I primi tour dei segretari di Stato e della Difesa sono stati in quella regione. La priorità del DoD Usa è la Cina. Il dialogo di sicurezza Quad nell’Indo-Pacifico è stato rilanciato.

Anche il tour di Biden in Europa a giugno ha avuto cime target principale la Cina, presente nei comunicati del G7, della Nato e dei vertici Ue-Usa. Inoltre, l’Ucraina, stato europeo non Ue ha affermato di essere “sorpresa” quando gli Stati Uniti hanno deciso di permettere il completamento del gasdotto Nord Stream 2. Il ritiro dall’Afghanistan non è stata una decisione collettiva: Il G7, l’Ue, l’Onu e il segretario generale della Nato hanno chiesto agli americani di prolungare la scadenza del 31 agosto per terminare le evacuazioni, ma la risposta degli Stati Uniti non ha soddisfatto le loro aspettative.

Aukus è quindi un campanello d’allarme per gli europei, un chiaro segno che devono fare di più per salvaguardare i loro interessi strategici. L’impegno degli Stati Uniti nei confronti dell’articolo 5 della Nato rimane sì saldo, ma gli europei potrebbero chiedersi quale sarebbe la posizione degli Stati Uniti se una crisi emergesse nelle vicinanze dell’Europa, specialmente una che ha un impatto sull’Europa, ma non sugli Stati Uniti, come quella tra Bielorussia e Polonia.

Ad oggi, l’Europa non ha una visione strategica condivisa, resta un insieme di realtà statuali ed economiche spesso configgenti.

La strategia dell’Ue per la cooperazione nell’Indo-Pacifico è un primo passo significativo nel rafforzare una visione condivisa, e informerà la futura bussola strategica che sarà rilasciata nel marzo 2022. Gli stati europei differiscono nella loro visione sulla Cina, definita dalla stessa Unione europea un “rivale sistemico”, un “concorrente economico” e un “partner negoziale”.

Luigi Medici