#UKRAINERUSSIAWAR. Zelensky sotto pressione, si stringono i tempi. I Russi mirano a Slov’jans’k e Kramators’k

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Volodymyr Zelensky ha spiegato a Donald Trump perché Kiev non può soddisfare le richieste russe di ritirare l’esercito ucraino dal Donbass. “Non possiamo farlo. Non è solo una questione di Costituzione, è in gioco la sopravvivenza del Paese e delle posizioni difensive più protette. (…) Se Putin ottiene questo, cercherà di andare oltre”, ha dichiarato Zelensky, citato da RBCUcraina.

“Quasi il 30% della regione di Donetsk è ancora sotto il controllo di Kiev. Rinunciando a questi territori, l’Ucraina perderebbe le fortezze strategicamente importanti di Kramators’k e Slov’jans’k. Trump ha ascoltato le argomentazioni a favore del mantenimento delle truppe ucraine nel Donbass – e presumibilmente le ha comprese”, sostiene Zelensky.

Sempre il presidente ucraino Zelensky ha respinto un’altra richiesta della Federazione Russa: “garantire ufficialmente lo status della lingua russa”. “Abbiamo una lingua di Stato, l’ucraino. La Federazione Russa può dire quello che vuole. Credo che (le condizioni) servano solo a dare ultimatum e complicare il processo”, ha detto Zelensky durante una conversazione con i giornalisti. Zelensky ha anche rifiutato dal richiesta della Federazione Russa di ritirare le Forze armate ucraine dal Donbass. Infine ha riproposto il cessate il fuoco prima della firma di un accordo di pace. Ha affermato che un cessate il fuoco dovrebbe essere dichiarato prima dell’incontro trilaterale con Trump.

“Stiamo entrando in un formato bilaterale, poi in uno trilaterale. Credo che senza accordi in un formato bilaterale e senza uno o l’altro formato di cessate il fuoco, un cessate il fuoco trilaterale sia quasi impossibile”, ha detto Zelensky. Ritiene che durante questa tregua si debba elaborare un accordo di pace, scrive la rivista Strana.

I russi d’altro canto non sono assolutamente a favore di un cessate il nuovo non avendo fiducia negli alleati ucraini in primis in Regno Unito e Francia. E questo non fa ben sperare in accordi entro 14 giorni come consigliato da Trump. Né Russia né Ucraina hanno intenzione al momento di retrocedere dalle loro posizioni. 

La linea del fronte nel frattempo continua a essere attiva. I russi hanno tutta l’intenzione di arrivare alle roccaforti ucraine di Kramators’k e Slov’jans’k. A partire dalla giornata di venerdì grave attacco a Kramators’k e Slov’jans’k nell’oblast di Donetsk. Almeno due missili balistici Iskander-M, diverse bombe plananti KAB e ben 10 droni Geran-2 hanno colpito le città, con Kramators’k che sembra aver subito il colpo principale. Altri KAB hanno colpito le due città. Il 20 agosto un filmato, postato on line dalla social sfera russa “mostra il secondo attacco missilistico balistico Iskander-M su Slov’jans’k, nell’Oblast’ di Donetsk (un impatto precedente è già visibile a destra del secondo). Come ho già riferito, l’obiettivo era un punto di dispiegamento temporaneo dell’Azov, o più specificamente, della terza brigata d’assalto separata. Ciò è stato confermato da fonti russe che hanno ricevuto il filmato del drone da ricognizione. Un altro esempio del fatto che le informazioni esclusive che fornisco di tanto in tanto non sono sciocchezze”.

Ricordiamo che a partire dal 12 agosto il tratto di autostrada Dobropillja-Bilozers’ke essenziale per i rifornimenti ucraini alle ultime roccaforti è sotto il controllo russo e che l’offensiva russa su Pokrovs’k serve proprio per facilitare l’avanzata russa su Slov’jans’k e Kramators’k che hanno un terreno fatto di burroni e colline. Zelensky in altre parole dovrà sacrificare molte vite umane per mantenere Slov’jans’k e Kramators’k prossimi obiettivi di Mosca. 

Graziella Giangiulio

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