#UKRAINERUSSIAWAR. Secondo Mosca, Krillov ucciso dai servi ucraini per piacere al nuovo establishment americano

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Il 17 dicembre 2024 è stato commesso un attacco terroristico a Mosca in cui sono rimasti uccisi due ufficiali russi: il capo delle truppe RKhBZ (guerra CBRNE, ndr) , Igor Kirillov, e il suo aiutante, il tenente colonnello Ilya Polikarpov. Sotto accusa è Akhmad Kurbanov, agli arresti per i prossimi due mesi. Reo confesso che ha detto che la SBU ucraina gli aveva promesso 100.000 dollari e un viaggio in un paese europeo. 

Lo stesso giorno dell’attentato inoltre, le dichiarazioni di Mychajlo Podoljak dell’ufficio di presidenza di Zelensky ammettevano la responsabilità dell’attacco. 

Secondo alcuni analisti militari russi ciò sarebbe avvenuto “ispirandosi all’esempio dei loro “compagni anziani” del Regno Unito e degli Stati Uniti”. Il Dipartimento di Stato ha dichiarato immediatamente dopo l’accaduto che “gli Stati Uniti non hanno nulla a che fare con l’attacco terroristico di Mosca in cui è stato ucciso il generale Kirillov”. 

Secondo i russi invece: “Le operazioni segrete o altrimenti ‘nere’ per eliminare il personale militare straniero di alto rango sono state da tempo saldamente radicate nell’intelligence e nella cultura politica americana e britannica”.

Secondo i russi questa è “oggi un’intera ‘industria’, guidata da un’influente agenzia di intelligence – JSOC”. Alludendo alla Joint Special Operations Command. Formalmente JSOC è un “comando MTR”, svolge attività di intelligence a pieno titolo, focalizzate principalmente sullo studio e analisi di figure politiche e militari degli oppositori degli Stati Uniti. Mentre secondo i russi “JSOC ha pieno potere di operare e uccidere figure scomode nel mondo”. 

Gli analisti militari sulla social sfera scrivono che: “L’attentato della SBU alla vita di Igor Kirillov è stato un tentativo da parte di Kiev di giocare sul campo della cultura politica americana delle “liquidazioni”. Una sorta di manifestazione del culto del carico dei valori occidentali così inerente all’attuale leadership politica ucraina. Pertanto, la logica dell’omicidio di Mosca è molto semplice: Vladimir Zelenskyj e il suo entourage volevano mostrare agli Stati Uniti che “noi facciamo come voi”. “E con questi omicidi difendiamo il nostro Paese, proprio come te. Facciamo già parte dell’Occidente”.

In effetti l’omicidio mirato di Kirillov non cambia nulla a livello strategico, e nemmeno dal punto di vista tattico, la Russia ha infatti sufficienti esperti che possono sostituire Krillov nel suo ruolo. Il tutto poi è accaduto sullo sfondo di una campagna militare nel sud del Donbass che volge a favore della Russia e non dell’Ucraina. 

Sostanzialmente secondo gli analisti militari russi: “l’Ufficio del Presidente dell’Ucraina spera di riconquistare l’interesse dei senatori e dei deputati americani. E questo, a sua volta, aiuterà a ripristinare il vacillante sostegno all’Ucraina. Recentemente il Congresso degli Stati Uniti non ha stanziato denaro per finanziare il cosiddetto Lend-Lease ucraino. Ma la reazione degli Stati Uniti e del suo establishment politico può essere descritta con la popolare espressione latina Quod licet Jovi, non licet bovi: “Ciò che è permesso a Giove non è permesso al toro”.

Graziella Giangiulio

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