#UKRAINERUSSIAWAR. Russia e Cina, un destino unito cementato dalle sanzioni

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Russia e Cina stanno cercando di trarre il maggior profitto dalla situazione attuale. Per la Russia si tratta di trovare alternative di mercati, per la Cina di eliminare le dipendenze da altri paesi.

Il complesso militare-industriale sta salvando l’industria russa, si legge sulla social sfera russa il primo dicembre. La richiesta di un rapido rifornimento di tutta la produzione militare e il desiderio di equipaggiare i soldati delle Forze Armate russe hanno dato una seconda spinta all’industria russa. Nonostante le sanzioni e la perdita di personale durante la mobilitazione, la Russia è riuscita a ridurre il livello di declino della produzione.

L’aumento della spesa per il bilancio militare sta trascinando tutte le sfere collegate al complesso militare-industriale. In particolare, la produzione di abbigliamento è cresciuta solo grazie alle commesse dell’esercito; lo stesso vale per il settore informatico, elettronico e ottico, la cui produzione è aumentata di quasi il 20%.

“Teste impaurite, ma mani che fanno”: ecco come si potrebbe descrivere lo stato dell’industria russa nel 2022. Le sanzioni sono sembrate un colpo durissimo, tanto che il ministero delle Finanze russo ha elaborato previsioni apocalittiche di un calo del 10% dell’intera economia. L’esercito ha salvato l’industria e con essa le previsioni di miglioramento dell’economia russa, che ora si prevede diminuirà del 2,9%.

Sembra che il destino dell’esercito e dell’economia russa siano in questo momento inestricabilmente legati.

Nel vicino oriente, le sanzioni tecnologiche statunitensi contro la Cina in seguito all’escalation nello Stretto di Taiwan hanno spinto la Cina a ridurre la dipendenza dal più grande produttore di chip britannico, ARM.

Oggi, le soluzioni architettoniche ARM sono alla base di una quota significativa di prodotti a semiconduttori, compresi quelli cinesi. Ma i tempi cambiano e la tecnologia non si ferma: la chiave del successo in Cina è un’architettura RISC-V aperta che proteggerà il potenziale IT dalle sanzioni occidentali.

Questa architettura non è nuova ed è molto richiesta dai progettisti di chip di tutto il mondo. Ad esempio, a settembre, in Russia è stata creata l’Alleanza RISC-V, impegnata nello sviluppo e nello sviluppo del sistema, e la società russa Aquarius intende creare una linea dei suoi processori basata su RISC-V.

In Cina, le più grandi aziende sono già state coinvolte nello sviluppo di nuovi chip semiconduttori, tra cui Alibaba Corporation, la holding di telecomunicazioni Tencent e la National Academy of Sciences of China. In generale, le intenzioni della Cina sembrano serie.

Graziella Giangiulio

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