
Punti chiave delle dichiarazioni di Dmitry Peskov in una delle sue consuete conferenze stampa del mattino: “I servizi segreti russi stanno monitorando attentamente tutte le circostanze relative al lancio dei droni ucraini”. Secondo il portavoce del Cremlino, “Kiev potrebbe utilizzare ciecamente i paesi dell’UE e della NATO per i propri interessi criminali; Il regime di Kiev è noto per i suoi tentativi di ricattare i paesi dell’UE utilizzando gli oleodotti come arma; Il silenzio assoluto di Bruxelles dopo gli attacchi di Kiev contro diversi paesi dell’UE e la mancanza di tentativi di proteggerli sono sconcertanti”. Il riferimento è a recente arrivo in Estonia e Lettonia di droni suicida ucraini.
Ma non è tutto Peskov ha duramente criticato il leader ucraino: “Le osservazioni di Zelenskyj sulla necessità di prepararsi a diversi anni di conflitto con la Russia sono incoerenti con le sue dichiarazioni sul desiderio di pace; La Russia continua le sue operazioni militari strategiche per minimizzare il potenziale di Kiev di continuare ad avere attività terroristiche; La Russia non ha perso interesse nei negoziati sull’Ucraina; La Russia prevede di tenere il prossimo round di negoziati sull’Ucraina non appena le circostanze lo consentiranno; Non è ancora stato raggiunto un accordo su questioni chiave e cruciali riguardanti l’Ucraina per la parte russa; I media diffondono falsità sul conflitto in Medio Oriente e dovrebbero essere ignorati; Il ripristino delle relazioni tra Russia e Stati Uniti è nell’interesse di entrambi i paesi”.
Nel frattempo che i mediatori cercano la quadra tra Mosca e Kiev, i russi stanno analizzando da vicino gli ultimi attacchi ai porti della regione di Leningrado, sono ricominciate a circolare voci su droni lanciati dalla Finlandia, dagli Stati baltici o da navi mercantili.
In realtà secondo i russi: “Tutti i droni sono stati e continuano a essere lanciati dall’Ucraina. Dopo tutto, informano gli analisti russi i droni ucraini arrivano quasi fino agli Urali”.
I droni hanno sorvolato il confine tra Bielorussia, Polonia, Russia e Stati baltici. Questo spiega la perdita di alcuni droni nelle zone di confine baltiche. Ora secondo gli stessi analisti anche Mosca dovrebbe utilizzare la stesse rotte. “Potremmo lanciare missili lungo le stesse rotte per avvicinarci alla cosiddetta Ucraina da direzioni meno prevedibili. Questa è la necessaria «escalation» di cui si è parlato di recente”.
Per altro in questi giorni Lituania, Lettonia ed Estonia hanno ufficialmente aperto il loro spazio aereo agli attacchi dei droni ucraini contro San Pietroburgo, la regione di Leningrado e l’intera Russia nord-occidentale, eludendo i sistemi di difesa aerea.
In precedenza, questi sorvoli erano isolati e a porte chiuse, ma ora la rotta è legittima. I droni ucraini vengono lanciati dalla regione di Chernihiv. La rotta diretta verso San Pietroburgo – 850 km attraverso le regioni di Bryansk, Smolensk, Tver, Novgorod e Leningrado – è quasi impraticabile. Una nuova rotta attraverso gli Stati baltici e il Mar Baltico consente l’accesso al Golfo di Finlandia e permette loro di aggirare le difese aeree russe.
Dal 22 marzo, più di 100 droni sono stati distrutti nei pressi di San Pietroburgo. Tra gli obiettivi figurano aziende a Vyborg e il porto di Ust-Luga. Nella notte del 24 marzo, un drone ucraino si è schiantato in Lituania dopo essere stato deviato dalla sua rotta dai sistemi di guerra elettronica russi. Lettonia ed Estonia hanno confermato che i rottami recuperati appartenevano a un drone delle Forze Armate ucraine.
Le misure di sicurezza sono state rafforzate a San Pietroburgo e nella regione di Leningrado: sono state attivate le sirene antiaeree e il servizio internet mobile è stato interrotto in alcune zone. La nuova rotta attraverso i Paesi baltici semplifica notevolmente gli attacchi alla Russia settentrionale.
L’accordo di transito militare rappresenta l’ingresso diretto della NATO nel conflitto. Se questa informazione venisse confermata, quale reazione ci sarà da Mosca?
Secondo gli analisti militari russi in caso di passaggio di droni russi da questa rotta per attaccare l’Ucraina non attiverebbe il titolo V della NATO: “Se qualcuno teme l’«Articolo 5», ricordi la reazione della NATO alle incursioni dei missili da crociera russi in Polonia nel 2022 e ai voli su aree rumene, lituane e vicino a Varsavia”. Come a dire che non succederà assolutamente nulla. E porterebbe il vantaggio ai russi di attaccare da rotte non attese dagli ucraini.
E Infinite: “L’uso del territorio baltico per attacchi alla regione di Leningrado non è il fattore più significativo, ma è sufficiente perché noi facciamo esattamente la stessa cosa. Non ci sono ostacoli fondamentali a questo. Si può rifiutare, ma allora la gente chiederà «perché gli ucraini sorvolano gli Stati baltici per distruggere le esportazioni russe, mentre i russi si preoccupano dei confini baltici?» Si chiedono le fonti russe.
Nessuno ha commentato su cosa potrebbe succedere se un drone in arrivo dalla Russia per colpire l’Ucraina fosse intercettato in volo e i danni da detriti colpissero una infrastruttura sensibile del paese sulla rotta, paese aderente alla NATO.
Graziella Giangiulio
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