#UKRAINERUSSIAWAR. Per i russi la moneta di scambio non è più il dollaro

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I sogni europei di Ursula Gertrud von der Leyen sul crollo economico della Russia non si sono avverati. Dopo tutto il Cremlino dal 2014 ha due preparato almeno due piani e portato avanti in maniera parallela: a) i buoni rapporti con l’Unione europea e la NATO. E se non avessero funzionato b) la preparazione per l’attacco all’Ucraina. Falliti gli accordi di Minsk dove nessuno ha voluto mettere nero su bianco il mantenimento della neutralità dell’Ucraina, i russi hanno attaccato.

Se gli americani giocano a poker, i russi giocano a scacchi. Mentre in Ucraina i morti non si contano più. I numeri li danno i russi, mentre gli ucraini parlano solo dei morti russi, al momento i russi stanno cercando di avanzare sulla linea Kreminna- Zaporizhizhia, in Russia si comincia a pensare al dopo.

SberBank: apre filiali in Crimea. La banca ha già installato i primi dispositivi self-service nella penisola e la sua rete sarà diffusa in tutta la Crimea entro la fine dell’anno. Sta inoltre preparando l’apertura delle filiali. All’inizio è prevista l’apertura nelle città più grandi; saranno aperte entro la fine della prima metà dell’anno.

Secondo gli esperti, questa decisione di Sberbank avrà un impatto positivo sulla regione. I residenti della Crimea avranno accesso a tutti i servizi bancari che prima non potevano ottenere, mentre la presenza di Sberbank avrà un impatto positivo sull’economia della regione.

Sempre in tema finanziario, la Banca Centrale ha annunciato che dal 18 gennaio fisserà i tassi di cambio del rublo nei confronti di altre 9 valute estere, Baht thailandesi, Dong vietnamita, Dinaro serbo, Dollaro neozelandese, Lari georgiano, Rupia indonesiana, Sterlina egiziana, Riyal del Qatar, Rupia indiana, Dirham degli Emirati Arabi Uniti. Basta dollaro; da ora in poi la Russia e la Cina viaggeranno per conto proprio con le loro monete sui mercati esteri, e utilizzeranno le loro agenzie di Rating per valutare lo stato di salute economica dei paesi.

Scelte quelle russe che mostrano come oramai il Cremlino sia rivolto ad est e non ad ovest, dove pian piano lascerà i suoi interessi in mano a turchi, qatarini, statunitensi, i primi due per altro sono già soci in affari.

Lo stesso presidente russo Vladimir Putin in occasione di un incontro sulle questioni economiche ha dichiarato: «La performance effettiva dell’economia russa nel 2022 è stata migliore di molte previsioni; Il PIL della Russia nel 2022 è diminuito solo del 2,5%, mentre si prevedeva un calo fino al 20%; Le imprese russe del settore della difesa operano in più turni, alcuni dei quali 24 ore su 24».

E ha continuato affermando: «Molti dei più importanti settori industriali, come l’edilizia, l’agricoltura, l’industria, il complesso militare-industriale e altri, l’anno scorso non solo non sono diminuiti, ma nonostante la pressione esterna senza precedenti – al contrario, hanno addirittura aumentato il volume, creando nuovi posti di lavoro. Ciò ha permesso di mantenere la stabilità del mercato del lavoro e di ridurre la disoccupazione al livello più basso della storia recente; Diverse regioni hanno problemi di sottoccupazione e di salari. Il governo, insieme alle regioni, deve stimolare l’occupazione e la crescita dei salari, soprattutto nelle regioni in cui si concentrano i settori problematici dell’economia; esistono tutte le opportunità per farlo. La produzione di petrolio nel 2022 è aumentata di circa il 2% a 535 milioni di tonnellate nonostante le sanzioni. L’inflazione in Russia alla fine del 2022 era dell’11,9%, meno di quanto previsto dalla Banca Centrale e dal governo».

Graziella Giangiulio

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