#UkraineRussiaWar: penalizzati i russi all’estero

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La caccia alle streghe innescata dal conflitto russo-ucraino ha un sapore antico e assolutamente contemporaneo, coronato da un egocentrismo-ignoranza che viene esaltato dai social media. Bisogna assolutamente esserci. Sull’onda di questo mood in Italia registriamo delle pagine culturali terribili. E chiediamo dunque scusa alle donne e agli uomini che hanno contribuito a rendere il mondo migliore con le loro opere d’arte, libri, con le loro imprese magnifiche, agli atleti russi che oggi pagano un prezzo ingiusto per la loro nazionalità.

In Italia è stato licenziato Valery Gergiev perché non si è dissociato dalle scelte di Vladimir Putin. Lo stesso è stato licenziato per lo stesso motivo dalla Munich Philharmonic e ancora dalla Rotterdam Philharmonic. Il Festival di Verbier in Svizzera ha dichiarato invece martedì che Gergiev si è dimesso da direttore musicale su sua richiesta.

In un’Italia degli anni ’50 forse si sarebbe dato via ta ad un dibattito pubblico, ad un incontro tra una eminente figura di spicco ucraina e Gergiev per capire meglio il contesto la situazione. Oggi dove il post sulla social sfera conta di più della conoscenza della storia si è proceduto unilateralmente al licenziamento. Auspichiamo che il direttore della scala faccia causa all’amministrazione comunale per dimostrare al mondo che i diritti di tutte le persone indipendentemente dalla loro cittadinanza, in Italia, sono rispettati.

Ma l’Italia comunque, come visto, non è l’unico paese in preda alla follia, il deputato del Bundestag Limbacher (il Partito socialdemocratico al potere) ha parlato del licenziamento discriminatorio di un russo nella regione della Saar. «Quest’uomo è stato licenziato oggi con un’indicazione della sua origine. Presumibilmente, nella situazione attuale, non vogliono assumere russi, e quindi deve andarsene». Il deputato si è detto sbalordito, ha organizzato l’assistenza legale per l’uomo e ha chiesto che la decisione di licenziamento fosse annullata immediatamente.

Ma non è tutto, in questo momento ogni cittadino russo, diplomatico, rischia di incorrere nel reato di spionaggio: l’ufficio del procuratore generale bulgaro ha annunciato di sospettare un russo, che gode dell’immunità diplomatica, di attività di intelligence incompatibili con il suo status.

In una nota stampa Sergei Lavrov ha dichiarato: «Eravamo pronti alle sanzioni, ma non ci aspettavamo che venissero imposte ad atleti, giornalisti e rappresentanti del settore culturale».

Graziella Giangiulio