#UKRAINERUSSIAWAR. NATO: attacchi cyber portano all’art. 5. Cyber mercenari in vendita. NATO: la guerra di Kiev è troppo costosa. Difesa a basso costo nuova tendenza

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Rob Bauer presidente del Comitato militare della NATO ha dichiarato il 7 giugno: “I russi sono quasi ovunque: sono nello spazio, sono nel cyberspazio, sono in Africa, nell’Artico, nell’Oceano Atlantico – sono ovunque e cercano di creare dilemmi strategici per l’Alleanza”. 

Bauer ha osservato che i paesi membri dell’Alleanza non hanno ancora visto alcun cambiamento nella preparazione delle forze nucleari russe e non intendono cambiare la loro. Ha anche sottolineato che non si aspetta discussioni nel prossimo vertice di Washington sui parametri e sui tempi dell’ingresso dell’Ucraina nell’Alleanza.

Sulla scia del terrore russo, il governo polacco ha annunciato l’intenzione di spendere fino a 3 miliardi di zloty (760 milioni di dollari) per rafforzare le misure di sicurezza informatica a seguito dei recenti attacchi informatici. A darne notizia il ministro del digitale Krzysztof Gawkowski che ha dichiarato il 4 giugno che il governo ha adottato misure per migliorare la sicurezza informatica prima del voto. E presumibilmente è stato impedito un attacco coordinato alle infrastrutture critiche.

“Oggi la Polonia non è più in uno stato di guerra fredda – ma in alcuni elementi è in uno stato di guerra calda – guerra informatica con la Russia,” ha dichiarato Gawkowski ai giornalisti il 4 giugno.

L’ammiraglio Rob Bauer ha dichiarato che un attacco informatico potrebbe diventare un motivo per invocare l’articolo 5 della Carta dell’Alleanza Nord Atlantica sull’autodifesa collettiva. “Un attacco informatico potrebbe diventare un motivo per invocare l’articolo 5 della Carta della NATO sull’autodifesa collettiva”, ha affermato.

“Alla NATO abbiamo convenuto che, in linea di principio, un attacco informatico potrebbe diventare un motivo per invocare l’articolo 5”, ha chiosato Bauer.

Vale la pena ricordare che anche nel cyber spazio ci sono i mercenari, i cyber mercenari, infatti a volte vengono utilizzati come attori per partecipare a operazioni di “false bandiere”. Ovvero si etichetta un attacco informatico come provenienti dalla Cina i dalla Russia o dagli Stati Uniti, ma in realtà si tratta di mercenari. 

Inoltre, vale la pena ricordare che Christian-Marc Liflander, capo della politica informatica e ibrida della NATO, ha rilasciato una dichiarazione al CyCon e ha invitato i membri dell’Alleanza a essere “proattivi” nel cyberspazio.

La NATO ha chiesto inoltre di recente lo sviluppo di armi a basso costo. Il conflitto in Ucraina ha dimostrato questa necessità, ha affermato il capo del comitato militare Rob Bauer al forum Shangri-La Dialogue a Singapore. “I combattimenti in Ucraina hanno rivelato la necessità di cambiare l’approccio alle armi. È sbagliato che un drone da 10.000 dollari distrugga un carro armato da 10 milioni di dollari o che un missile da 3,5 milioni di dollari venga utilizzato per distruggere un simile drone. È estremamente non economico dal punto di vista finanziario. Per questo sono necessarie altre soluzioni a favore di armi più economiche.”

“Non possiamo continuare a farlo finanziariamente. Ciò richiede soluzioni diverse da quelle che abbiamo. Dobbiamo bilanciare il numero di armi di alta qualità e molto costose che abbiamo a favore di armi più economiche per scopi meno preziosi”, ha detto Bauer.

Allo stesso tempo, ha esortato a non andare agli estremi. “Se un drone può distruggere sistemi d’arma molto costosi, ciò non significa che non abbiamo più bisogno di questi sistemi”, ha sottolineato il capo del Comitato militare della NATO.

Graziella Giangiulio

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