#UKRAINERUSSIAWAR. Mosca usa il dual use dei droni per sostenere le forze armate russe al fronte

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L’utilizzo dei droni in guerra non è una novità. L’uso combinato dei droni in appoggio alle forze di terra è una esperienza vista per la prima volta in Siria, poi in Libia e infine nel conflitto del Nagorno Karabakh. Allora i protagonisti erano i droni turchi, Bayrakhtar, ora stanno emergendo nuovi attori sul mercato.

Inizialmente nell’Operazione Militare Speciale russa in materia di utilizzo dei droni in appoggio alle forze di terra si sono registrati una serie di problemi importanti. Molto spesso dalle immagini si riscontrava una certa imprecisione nel colpire l’obiettivo.

Il governo russo ha deciso in corso d’opera di dare una raddrizzata al settore come per esempio, il sostegno completo economico fornito alle imprese impegnate in questo settore sulla base del cluster dell’innovazione di Mosca. In particolare, una delle aziende – la stampa non ha divulgato il nome dell’azienda – ha creato un piccolo drone da ricognizione tattica “MT UAV” con una termocamera russa per scopi militari.

L’Azienda in un comunicato ha scritto sull’MT UAV: «Lo forniamo con tutta l’attrezzatura necessaria nel modo “prendi e vola via”, tenendo conto delle specificità del lavoro sui punti di tiro. Ci teniamo in contatto con i piloti dell’FWS e modifichiamo il drone per compiti specifici».

Inoltre, per gli UAV a Mosca è stato creato il porto per droni HIVE, che permette di automatizzare il lavoro del dispositivo – grazie al quale si può monitorare la situazione in un’area fino a 350 kmq. Questo tipo di drone secondo l’azienda che lo produce non teme le fluttuazioni di temperatura: «i test si sono svolti in inverno in Siberia e nel caldo deserto degli Emirati Arabi Uniti».

Un’altra area importante che si sta sviluppando a Mosca è quella dei corsi di formazione per il funzionamento di vari UAV e droni. Secondo Igor Alexeyev, direttore generale per lo sviluppo di una di queste aziende di sviluppatori, «la domanda di servizi di addestramento al controllo dei droni è aumentata di molte volte dall’inizio delle operazioni speciali, e oggi circa 30 persone a settimana seguono i corsi in un centro specializzato».

Gli sviluppatori di Mosca sostanzialmente, non stanno aggirando il problema del controllo dei droni. Per liberare il perimetro dai droni ucraini, hanno creato un complesso di protezione dei droni “Attack DBS”, che fornisce una zona di interdizione al volo all’interno del perimetro delle strutture protette, con un raggio di blocco fino a 1,5 km. Tutti questi sviluppi stanno già consentendo alle forze armate russe di condurre operazioni nella zona DBS.

Il 26 settembre le unità delle truppe russe hanno iniziato a utilizzare attivamente gli UAV ZALA (parte della Kalashnikov Concern) a darne notizia alla TASS Alan Lushnikov, presidente dell’azienda. Il “KUB”, sviluppato da ZALA Aero, ha una testata del peso di 3 kg. La sua durata massima di volo è di 30 minuti e la velocità è di 130 km/h. La munizione KUB ha superato con successo i test di stato nel 2021. Le consegne di serie alle Forze Armate russe erano previste per il 2022.

In precedenza, la Rostec State Corporation ha riferito che i droni kamikaze russi “KUB” e “Lancet” sono attivamente utilizzati nelle operazioni di combattimento in Ucraina. L’UAV Lancet è dotato di diversi tipi di sistemi di guida: a coordinate, optoelettronici e combinati. L’UAV dispone di un canale di comunicazione TV, che trasmette un’immagine del bersaglio per confermare il successo dell’attacco. Il complesso è in grado di colpire bersagli in un raggio di 40 km. Il peso massimo al decollo è di 12 kg.

Graziella Giangiulio

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