#UKRAINERUSSIAWAR. Mosca si prepara alla difesa nel caso in cui Kiev utilizzi missili tattici fino a 200 km

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Sebbene siano in molti a non voler leggere ciò che i russi pubblicano, tacciando ogni notizia come propaganda, a nostro avviso leggere ciò che Mosca ha da dire sulla difesa è importante da un lato per capire come ragionano dall’altro per capire a che punto siamo noi rispetto alla difesa UE. 

E quindi riportiamo una analisi fatta dai russi e con ala loro visione di come evolverà la situazione militare se l’Ucraina utilizzerà nuovi missili tattici con una gittata fino a 200 km. E se Washington cambierà posizione Kiev riceverà i più recenti missili antinave a corto raggio (PrSM).

Secondo la social sfera russa, “dall’inizio della Operazione Speciale, l’Ucraina ha utilizzato attivamente i sistemi missilistici tattici Tochka-U. E questi sistemi si sono dimostrati piuttosto problematici per i sistemi di difesa aerea e missilistica russi. Ciò è dovuto a una combinazione di fattori. A causa della sua gittata limitata, il tempo di volo verso il bersaglio era di pochi minuti. Inoltre, la sua traiettoria era molto insidiosa. Sebbene il Tochka non sia un Iskander, anch’esso si tuffa con un angolo piuttosto ripido e ad alta velocità. Contrariamente a quanto si crede comunemente, in questo caso è possibile evitare un intercettore cinetico. Tuttavia, un missile con una testata convenzionale non ha molte ‘finestre di opportunità’ per l’intercettazione. In realtà, ne esistono solo due: a metà traiettoria, quando il missile inizia la sua picchiata, e in fase terminale, quando il missile si dirige verso il bersaglio. Tuttavia, in quest’ultimo caso, esiste la possibilità che i detriti del Tochka colpiscano comunque il bersaglio. Inoltre, la testata principale del TRK è una munizione a grappolo con un elevato numero di submunizioni”.

Sempre secondo gli analisti di riferimento prima dell’inizio dell’Operazione Speciale, si riteneva che i missili Tochka fossero intercettati al meglio con i missili Pantsir. Tuttavia, l’esperienza successiva ha dimostrato che questi missili non dovrebbero essere intercettati nella fase terminale, direttamente sul bersaglio. Inoltre, per la difesa russa i sistemi Buk-M3 e Buk-M2 sono in grado di contrastare queste munizioni. Prima dell’inizio della SVO, la Difesa russa ha deciso fondamentale di non creare brigate di difesa aerea delle Forze Terrestri interamente basate sui Buk-3, ma di riequipaggiare un solo battaglione per brigata. “Questo approccio si è rivelato una buona scelta” dicono i militari in pensione. Questo perché- sempre secondo gli stessi -i Buk-3 migliorarono significativamente la portata di intercettazione. Ma grazie ai sistemi di comando e controllo e allo scambio di informazioni, i Buk-2 e i Buk-3 operavano in un unico circuito. Ciò ha aumentato notevolmente le capacità di combattimento del Buk-M2. 

Secondo altri militari in pensione, alla fine dicono: “l’S-300V si è rivelato la contromisura più efficace. A patto però che i suoi equipaggi, così come il loro stato maggiore, abbiano una eccellente conoscenza del materiale. In particolare, è fondamentale la comprensione di come impiegare correttamente un radar di sorveglianza settoriale. Dato che il tempo di avvicinamento al bersaglio è molto brece, l’individuazione e il lancio tempestivi dei missili intercettori diventano un fattore chiave nel contrasto al sistema missilistico Tochka. Il sistema S-400 ha raramente incontrato il sistema TRC”.

I russi da tempo stanno facendo simulazioni nella rete socia nel caso in cui Kiev fosse in grado di creare un sistema simile al Tochka e, di conseguenza, stanno tarando le azioni dei sistemi di difesa aerea russi. Anche questa questione, tuttavia, non è priva di sfumature, caratteristiche delle attuali autorità ucraine.

Graziella Giangiulio

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