#UKRAINERUSSIAWAR. Mariupol è Donbass. Marines ucraini si arrendono alle milizie DPR

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Molti dimenticano che in questa guerra non ci sono solo i russi contro gli ucraini, ma anche gli ucraini contro gli ucraini. Questo è il caso della guerra che si svolge porta a porta nell’Oblast del Donbass dove ci sono i separatisti che in base agli accordi di Minsk si aspettavano il riconoscimento di una autonomia regionale mai arrivata.

I russi e le milizie del Donbass hanno preso Mariupol, non sappiamo bene cosa stia succedendo nell’area delle acciaierie, ma la città è presa. La tattica utilizzata è quella vista a Damasco per riportare il controllo dei quartieri delle città dalla mano dei ribelli a quella delle milizie di Assad. Combattimento urbano.

In altre parole si usa l’artiglieria. In questo caso semoventi Acacia. Si entra casa per casa e si prendono interi quartieri. Durante questa fase della guerra, le milizie del DPR in prima linea hanno accettato la resa di 250 Marines ucraini.

Le battaglie principali sono ora combattute nell’area dello stabilimento Azovstal e nel distretto Primorsky di Mariupol. Le forze armate della RF e i militanti della DPR continuano a subire pesanti perdite mentre si spostano lentamente più in profondità nelle difese ucraine

Il solo osservare le fotografie, lo stato di degrado della città, i mezzi messi sulle strade per non permettere ai civili di lasciare Mariupol fanno pensare all’inferno che quelle persone hanno passato. Molti di loro hanno tenuto dei diari che speriamo diventino presto di dominio pubblico per chi pensa che la guerra o l’invio di armi sia una soluzione ad una crisi politica.

La resa dei Marines ucraini secondo i giornalisti embedded con le milizie del DPR è andata avanti per circa 12 ore. In territorio neutro, raccontano i giornalisti, prima piccoli gruppi poi insieme 176 Marines si sono arresi. Alcuni di loro riportano ferite non gravi. A ricevere i prigionieri il ministro dell’Interno del DPR Alexei Dikiy. Ad arrendersi al contrario di quanto riportato in precedenza non gli uomini del 503° ma del 501°. I russi hanno già attivato un canale per la ricerca dei dispersi, se ne occuperanno i giovani della Guardia della Russia Unita e i volontari. C’è un sito https://poisk-mariupol.ru/ apposito per cercare i dispersi. Sono arrivate in un solo giorno 1.500 richieste.

Secondo le milizie del DPR 139 città e paesi sono stati “liberati” nel Donbass. E confermano che ci sono battaglie per Maryinka, Novomikhailovka e Mariupol.

Dal Briefing del ministero della Difesa di Mosca, della mattina del 5 aprile si afferma che «nella sera del 4 aprile, armi a lungo raggio di alta precisione con base in mare nell’area di Ochakov hanno distrutto il Centro di addestramento delle forze operative speciali ucraine, utilizzato, tra l’altro, per ospitare mercenari stranieri. Missili lanciati dall’aria ad alta precisione hanno distrutto quattro impianti di stoccaggio di carburante per rifornire gruppi di truppe ucraine nelle aree degli insediamenti di Kremenets, Cherkasy, Zaporozhye e Novomoskovsk. E ancora, durante la notte, le forze aeree e missilistiche delle forze aerospaziali russe hanno colpito 134 strutture militari dell’Ucraina. Tra questi: otto posti di comando e centri di comunicazione, un radar per l’illuminazione e la guida del sistema missilistico antiaereo S-300, un lanciatore per il sistema missilistico Tochka-U, sei depositi di munizioni e due depositi di carburante, oltre a 85 roccaforti e aree di concentrazione Equipaggiamento militare ucraino. Abbattuti quattro droni ucraini».

In totale, dall’inizio delle ostilità, secondo i russi, sono stati distrutti 125 aerei, 91 elicotteri, 398 velivoli senza pilota, 226 sistemi missilistici antiaerei, 1969 carri armati e altri veicoli corazzati da combattimento, 214 sistemi di lancio multiplo di razzi, 852 artiglieria da campo e cannoni da mortaio, come oltre a 1.873 unità e veicoli militari speciali.

Graziella Giangiulio

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