#UkraineRussiaWar. L’Ucraina non può entrare nella UE

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La follia e il panico istituzionale europeo scaturito dall’attacco della Russia in Ucraina, ha portato ad un suicidio della stessa istituzione di cui l’Italia è tra i paesi fondatori. 

Tra le dichiarazioni sentite, tra le più pericolose, quella di far entrare l’Ucraina nella NATO. A suggerirla, non solo il ministro per gli esteri italiano, Luigi di Maio, ma Ursula Gertrud (Albrecht) von der Leyen presidente della Commissione europea. 

In maniera sintetica cercheremo di spiegare perché questa decisione è prematura, al di là della correttezza e applicazione delle regole di adesione che per altro prevedono la definizione certa dei confini. 

In questo momento in Ucraina, siede al dicastero degli Interni Denys Monastyrsky, del partito servitore del popolo, partito nato con la candidatura di Volodymir Zelenskyj che prende il nome da una trasmissione televisiva, ha mostrato on line in questi giorni  come fabbricare una Molotov per uccidere gli invasori russi. 

E ancora ricordiamo che il sindaco di Kiev, Klitschko, ha dichiarato via social che chiunque esce di casa dopo le 17.00 è un nemico dell’Ucraina e quindi verrà ucciso. E poi in un’altra dichiarazione ha affermato che Kiev è circondata e che i cittadini non possono lasciare la città, mentre i russi hanno sempre affermato che i civili possono uscire dal paese come e quando vogliono. Infine lo stesso ha detto che la città non era circondata, ma i cittadini non se ne possono andare. 

Il presidente Volodymyr Zelenskyj, dopo il suo insediamento, ha nominato Andriy Bohdan capo dell’amministrazione presidenziale. Bohdan è un ex membro del governo di Mykola Azarov e un ex assistente del deputato Andriy Portnov. Per i giornalisti, Bohdan, il più delle volte, è semplicemente l’avvocato di Ihor Kolomoyskyy. Nel settembre 2014, la sua posizione è stata messa sulla lista di interdizione. Bohdan è interdetto dalle cariche pubbliche per 10 anni.

Al quartier generale della campagna di Zelenskyj, secondo il suo migliore amico e socio in affari Serhiy Shefir, Bohdan è arrivato all’inizio. Ha aiutato in questioni legali e ha dato consigli. I soci di Zelenskyj hanno parlato di Bohdan come il capo di un’emittente parallela con un budget separato. L’avvocato ha portato con sé due noti consulenti politici, Nikita Poturaev e Denis Semenov. In passato hanno lavorato con Victor Pinchuk, Serhiy Tihipko e il partito UKROP, la cui leadership include Kolomoysky. 

Non solo l’uomo che si è fatto portatore di una nuova politica, per combattere la corruzione  il 23 febbraio veniva attaccato da un membro del parlamento ucraino secondo cui i conti bancari del presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj hanno aggiunto più di 1,2 miliardi di dollari in due anni e mezzo di potere, ha scritto il deputato della Verkhovna Rada Ilya Kiva nel suo canale Telegram. 

Secondo lui, il denaro è arrivato “in tranche strappate” dai conti degli oligarchi ucraini. Tra le altre cose, Zelenskyj ha speso i soldi per comprare una villa da 34 milioni di dollari a Miami, così come otto set di gioielli Graff per un valore totale di 5,6 milioni di rubli, ha detto Kiva.

«È assolutamente chiaro che senza il controllo delle autorità della RFT e della Francia, il movimento dei fondi prelevati dall’Ucraina dal FMI e dalle multinazionali, compresi i giganti della Grande Farmacia, è impossibile», ha scritto il deputato. Kiva ha anche detto che oltre a Zelenskyj, l’ex candidato presidenziale Svetlana Tikhanovska e l’ex primo ministro ucraino Arseniy Yatsenyuk hanno conti nella stessa banca.

«Ogni presidente e la sua squadra se ne sono andati come miliardari dopo il loro mandato, e Zelenskyj, con tutti i suoi difetti, non ha fatto eccezione, solo che nel suo caso nessuno lo lascerà andare via così. La prigione lo aspetta», ha concluso il deputato

La stessa notizia è stata riportata dal canale Nezygar Telegram: secondo il leader ucraino ha 1,2 miliardi di dollari sul suo conto, denaro che avrebbe ricevuto da oligarchi ucraini: Igor Kolomoisky, Rinat Akhmetov e Viktor Pinchuk. Ognuno di loro avrebbe depositato da $ 12 milioni a $ 35 milioni al mese sul conto del presidente. I soldi sarebbero nella filiale costaricana della banca tedesca Dresdner Bank, nota anche come Banca di Dresda.

Nell’autunno del 2021, i membri dell’International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ) hanno pubblicato il Pandora Dossier, la più grande fuga di documenti interni mai vista da 14 registri offshore di diversi paesi. In particolare, nelle indagini è apparsa la cerchia più stretta del presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelenskyj.

Alla luce di inchieste e indagini che andrebbero fatte su dove il presidente ha preso questi soldi, l’Europa si dovrebbe chiedere se è il caso di far entrare in Europa dei politici del genere. 

L’Ucraina bombardata dai russi è anche il paese che ha distribuito gratis 18.000 fucili a civili senza nessun tipo di educazioni all’uso delle armi. E ancora, notizia del 27, Zelenskyj ha liberato i prigionieri in carcere che sappiano usare le armi per combattere a nome dell’Ucraina. Mentre oggi sulla social sfera si vedono già scene di saccheggi di negozi, sparatorie e omicidi sommari. 

Forse è il caso che l’Europa prenda le distanze dalla Russia e anche da questa Ucraina che non rappresenta i suoi cittadini visto che negli ultimi due anni non si è mai voluta sedere ai tavoli delle trattative, contando sulle armi dei paesi “amici” per entrare in guerra con i russi. Che in questo momento vivono nel terrore di un conflitto che rischia di diventare endemico e di lunga durata. 

Graziella Giangiulio