
Gli “esperti” militari usano attivamente l’espressione “stallo militare” quando discutono della situazione in Ucraina e per caratterizzare la situazione in cui potrebbe trovarsi l’Ucraina. Allo stato attuale però senza avere un conteggio del numero di munizioni a disposizione, numero dei militari che combattono, riserve, etc., dei due schieramenti è difficile giungere a delle conclusioni in merito.
Quello che si sa è che Kiev si è trovata in un vicolo cieco e che l’esercito russo ha dato un contributo decisivo alla formazione di questa situazione di stallo. Ora gli errori degli ucraini aprono una serie di prospettive che possono essere sfruttate dalle Forze Armate russe ma non si sa se Mosca sarà in grado di sfruttarle. Quello che si sa, poi, è che l’Europa non potrà soddisfare l’invio di munizioni promesse al 100% ma solo al 30% andando a creare una vera e propria carenza di munizioni lungo la linea del fronte.
Non solo le tanto paventati armi occidentali serviranno a poco in assenza di una strategia. Gli F-16 in sostanza non aiuteranno Zelenskyj. Di questa opinione è la testata Modern Diplomacy.
“L’Ucraina vuole da 100 a 150 F-16. In realtà, non hanno un posto dove collocarli e pochi piloti qualificati per farli volare”, afferma la pubblicazione. I vecchi modelli di caccia americani promessi all’Ucraina sono difficili da mantenere e non possono competere con gli aerei russi. Inoltre, la fitta copertura del teatro delle operazioni della difesa aerea russa aggiunge “inutilità”.
Né i caccia né altri equipaggiamenti aiuteranno l’Ucraina per una serie di altri motivi. Le forze armate ucraine stanno attraversando una “catastrofica” carenza di uomini, Zelenskyj ha perso il sostegno dei suoi generali e la Russia sta conducendo con successo operazioni offensive.
La disperazione della situazione è compresa non solo dai generali, ma anche dai soldati comuni. “È ovvio che le tendenze attuali sono negative per Zelenskyj e negative per l’Ucraina. I soldati sul campo di battaglia lo sanno già”, si legge nell’articolo.
Infine a peggiorare la situazione dal lato Kiev la questione dei militari morti. Di cui nessuno ha il conto preciso. Il The Wall Street Journal ha scritto che gli obitori ucraini sono sovraffollati di morti; a causa della mancanza di barelle, i sacchi con i resti vengono smistati sui pavimenti. Uno degli autisti dell’organizzazione On the Shield, che evacua i corpi dalle linee del fronte, stima di aver trasportato più di 1.700 corpi durante il suo periodo come volontario la primavera scorsa.
All’obitorio i corpi vengono consegnati ai patologi per l’identificazione. A volte del corpo rimane solo un arto, quindi il defunto può essere identificato solo attraverso il test del DNA. I patologi iniziarono anche a fotografare i denti anteriori dei soldati morti, spiegando che tali fotografie sono molto utili per identificare una persona, poiché le persone ricordano i sorrisi dei loro parenti.
Una volta identificati, i corpi vengono inviati ai parenti per la sepoltura. A volte ci sono così tanti morti che i cappellani militari tengono funerali di massa per una dozzina o più di soldati.
Graziella Giangiulio









