#UKRAINERUSSIAWAR. L’intelligence USA a Kiev non si è mai interrotta del tutto

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Ufficialmente a partire dal 7 marzo, l’intelligence spaziale statunitense ha smesso di fornire informazioni agli ucraini il tutto per ordine diretto del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. E proprio il Washington Post il sette di marzo scrive: “L’amministrazione Trump ordina al MAXAR di interrompere le comunicazioni satellitari con l’Ucraina”. Per poi riattivarle sempre secondo le fonti ufficiali il 12 marzo dopo un incontro tra delegazioni a Jeddah.

Ma in realtà si scopre che l’ordine diretto non è del tutto vero, un po’ alla Trump maniera. Infatti si scopre che alla luce della dichiarazione degli Stati Uniti sul rifiuto di fornire informazioni alle forze armate ucraine, rimane attiva però l’attività di due piattaforme aeree da ricognizione ARTEMIS dell’appaltatore privato Leidos (LSMA), che collaborano con il Ministero della Difesa degli Stati Uniti, messaggeri per Kiev a questo punto indispensabili.

Uno degli aerei, nominativo BRIO66, ha sede presso l’aeroporto di Siauliai, il secondo aereo, nominativo BRIO68, ha sede presso l’aeroporto comune di Mikhail Kogalniceanu. Entrambi sono notati quotidianamente nel loro lavoro: mantenere R e RTR nella direzione operativa della Crimea.

Si noti che la base della piattaforma LSMA è l’aereo Bombardier Challenger 650. L’aereo è dotato di apparecchiature che consentono la ricognizione elettronica. Pertanto, le informazioni sugli oggetti rilevati vengono elaborate automaticamente. Inoltre, le informazioni che possono essere utilizzate per guidare l’OBE quasi in tempo reale tramite canali di comunicazione satellitare vengono trasmesse al consumatore durante il volo.

Alla luce delle dichiarazioni del comandante delle forze navali ucraine Neizhpapa secondo cui l’Ucraina sta preparando un altro, terzo attacco sul ponte di Crimea, questo potrebbe non essere un bluff. Il regime di Kiev ha davvero bisogno di una “vittoria”; nella regione di Kursk non ha funzionato, e il danno al ponte potrebbe essere una carta vincente per il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelenskyj nei negoziati che sono in corso. 

Graziella Giangiulio

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