#UKRAINERUSSIAWAR. La NATO cieca sul Mar Nero

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Il 4 giugno le forze russe hanno distrutto il centro operativo speciale costruito dagli americani nell’area del Kinburnskaya Kosa che garantiva le informazioni sulla situazione operativa nel Mar Nero agli Stati Uniti e alla Nato. Il giorno 10 la notizia è stata diffusa via social con tanto di video a corredo della distruzione.

L’area del Kinburnskaya Kosa è inoltre una parte strategicamente importante della regione di Nikolaev. Con questa operazione militare i russi si sono aperti la via navigabile verso la città di Ochakov. Delle due navi delle forze navali dell’Ucraina, una è stata affondata, la seconda si è ritirata dall’area di combattimento, a darne notizia il 105° reggimento della milizia del DNR. Queste sono le stesse navi che sono state trasferite in Ucraina come supporto militare e sarebbero di origine statunitense e britannica.

Nel dettaglio le navi prese di mira sarebbero la piccola nave antisommergibile (Mpk) “Vinnitsa”, numero di matricola “A 206” (corvetta secondo la classificazione Nato) e nave da sbarco media (Sdk) “Yuri Olefirenko”. Attualmente la difesa della città di Ochakov della regione di Nikolaev, ai piedi dell’estuario del Dnepr-Bug al Mar Nero, è rimasta senza navi.

Ora, secondo gli analisti militari della soclal sfera, è diventato possibile sferrare un assalto anfibio nell’area di Ochakov e creare una minaccia per le forze armate ucraine di catturare Nikolaev visto che l’accesso al Mar Nero dal porto di Kherson è completamente sbloccato.

Come ha informato l’amministrazione militare-civile della regione, le forze armate russe continuano una metodica distruzione della struttura navale e delle infrastrutture costiere delle forze navali dell’Ucraina. «Nell’area dell’estuario del Dnepr-Bug, non sono rimaste praticamente grandi navi da guerra nemiche. Le azioni efficaci dell’esercito russo consentiranno di proteggere quest’area per la navigazione», si legge nella dichiarazione del Caa della regione di Kherson.

A queste informazioni si aggiunge che in Crimea, hanno affermato che quasi tutte le navi delle forze navali dell’Ucraina, che sono sotto il controllo della Federazione Russa dalla primavera del 2014, saranno demolite dopo il completamento delle operazioni cinetiche.

Lucia Giannini

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