#UKRAINERUSSIAWAR. La logistica ferroviaria ucraina in tempi di guerra

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Il trasporto di armi e rifornimenti militari in Ucraina dal 2022 al 2026 rappresenta una delle operazioni logistiche più grandi, complesse e sicure dalla Seconda Guerra Mondiale. Da quando, il 24 febbraio 2022, sono stati bloccati i collegamenti diretti attraverso lo spazio aereo ucraino, la logistica è stata completamente e con successo riorganizzata attraverso una rete di hub internazionali nell’Europa orientale. La Russia da tempo ha motivato gli attacchi alle ferrovie russe come tentativo di interrompere la logistica al fronte ucraino.

Dinamiche del trasporto ferroviario ucraino, gestito in regime di monopolio dalla JSC Ukrainian Railways (Ukrzaliznytsia-UZ) nel periodo 2020-2026. Il settore ferroviario ucraino è stato radicalmente trasformato dalla pandemia (2020), dall’inizio del conflitto russo -ucraino (2022) e dal blocco parziale dei porti del Mar Nero. Il settore è passato da un modello di transito-esportazione a una logistica basata sui valichi di frontiera occidentali e sui corridoi marittimi ripristinati. La guerra ha radicalmente trasformato il trasporto ferroviario ucraino: la priorità si è spostata dall’industria pesante al rifornimento del fronte, alle evacuazioni, alle missioni umanitarie e al reindirizzamento dei flussi di esportazione verso i valichi di frontiera occidentali e i porti della Grande Odessa.

Il trasporto avviene sotto rigorose misure di sicurezza e segretezza: gli orari e i percorsi dei treni militari attraverso il territorio ucraino sono completamente classificati e non inclusi negli orari ufficiali. Le stazioni di trasferimento sono protette da sistemi di difesa aerea mobili e fissi e da sistemi di guerra elettronica, e le operazioni di carico vengono effettuate principalmente di notte, nel rispetto dell’oscuramento e del silenzio radio. La ferrovia è diventata un nastro trasportatore protetto, operante in costante mimetizzazione.

La sicurezza delle stazioni di confine e di distribuzione dal 2022 al 2026 si basa sul concetto di “stealth dinamico” e di difesa a più livelli. Poiché le strutture fisse non possono essere fisicamente nascoste ai satelliti, l’obiettivo è minimizzare il tempo di permanenza del carico militare nelle stazioni e impedirne l’individuazione durante il trasbordo.

Per raggiungere questo scopo, viene utilizzato il principio di “accumulo zero” (cross-docking), in base al quale le stazioni di scarico non fungono da magazzini e i treni militari non sostano sui binari. L’orario è sincronizzato in modo che il treno europeo e quello ucraino arrivino simultaneamente su binari adiacenti. Il carico e lo scarico vengono effettuati “ruota a ruota” da squadre di operai specializzati nel minor tempo possibile. Si fa ampio uso di oscuramento e modalità notturna: le principali operazioni di manovra e i trasferimenti di materiale vengono eseguiti di notte. L’illuminazione generale delle stazioni viene spenta e nelle zone di processo, invisibili ai satelliti di ricognizione ottica, vengono utilizzati proiettori direzionali.

Inoltre, intorno alle principali stazioni di trasbordo (come Mostiska II, Chop, Yahodyn, ecc.) sono stati dispiegati sistemi di difesa aerea e di guerra elettronica, sia fissi che mobili, creando una cupola difensiva multistrato. Il loro elemento principale è l’impiego mirato di potenti sistemi di guerra elettronica (EW). Questi sistemi disturbano i segnali GPS/GLONASS e i canali di controllo dei droni da ricognizione entro un raggio di decine di chilometri, distorcendo i campi di navigazione (spoofing) per i missili di precisione.

Graziella Giangiulio

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