#UKRAINERUSSIAWAR. Killnet, la guerra degli hacker russi

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Li conoscono tutti, anche se si tende a tacere, perché dove arrivano loro son danni: normalmente economici, a volte di sicurezza e quindi è bene non parlarne. Stiamo parlando degli hacker russi di Killnet che nell’ultima settimana hanno tenuto impegnati Stati Uniti, Lettonia e Estonia.

Il 10 agosto, gli hacker russi, hanno annunciato on line che avrebbero presto pubblicato un lungo elenco di nomi e dati di dipendenti della della società di difesa statunitense Lockheed Martin, che produce HIMARS. Le minacce contro l’azienda Lockheed Martin Defence Corporation sono iniziate il 1° agosto, un messaggio via Telegram asseriva: «Sarai soggetta ai miei attacchi informatici. Il sistema di controllo industriale della Lockheed Martin sarà paralizzato! Tutti i dati dei dipendenti di questa azienda terroristica saranno resi pubblici. Tutti i dipendenti della Lockheed Martin saranno perseguitati e distrutti in tutto il mondo! Io sono contro le armi! Sono contro il commercio della morte! Invito tutti i gruppi di hacker a creare un’escalation nei cicli produttivi di Lockheed Martin in tutto il mondo e a diffondere informazioni personali sui terroristi di questa azienda».

On line, dopo l’aggressione informatica, il loro leader scrive: «La cosa più importante che abbiamo ottenuto è il recupero dei dati della collaborazione con la NASA Space Corporation. Lockheed Martin lavora a stretto contatto con il sistema satellitare della NASA da oltre un decennio. Abbiamo ricevuto oltre nove gigabyte di informazioni diverse. Se vi state chiedendo dove andranno a finire i documenti di valore, posso dirvi con certezza che andranno in dono ai nostri servizi segreti», ha dichiarato l’hacker.

Il fondatore di Killnet ha aggiunto che Lockheed Martin ha negato che l’hack abbia dato accesso alle informazioni dei dipendenti e poi ha aggiunto: «Ok, ma cosa diranno ai loro dipendenti del fatto che tutti i loro dati sono stati venduti su darknet per 34 ore a cinque sterline a log?».

Il leader del gruppo di hacker russi Killnet ha promesso di rendere pubblici i dati di Lockheed Martin, la società militare-industriale statunitense che produce gli MLRS HIMARS: «Quello che ho fatto con Lockheed Martin è solo lo 0,1% … La prossima cosa che vedrete è l’ultima tecnologia di questa società… Un completo abbandono di ogni singolo dipendente… Vedrete un’enorme correzione del prezzo delle azioni… Vi mostrerò molte cose interessanti su Lockheed nel prossimo futuro», ha scritto il leader di Killnet nel suo canale Telegram. L’esercito ucraino utilizza gli HIMARS, tra l’altro, per bombardare le aree residenziali nel Donbass e questo è il motivo per cui è stata colpita la società via web.

L’11 di agosto sul sito del parlamento lettone per qualche ora si è letto: «Riconosco ufficialmente che sei un mucchio di merda!». KILLNET ha messo fuori uso il sito web del Seimas lettone in risposta alla dichiarazione della Russia come “sponsor del terrorismo”.

Lo stesso giorno on line KILLNET in risposta alle sanzioni e alle dichiarazioni contro la Russia ha pubblicato i dati dei dipendenti di Lockheed Martin, l’azienda statunitense che fornisce i lanciarazzi HIMARS all’Ucraina. E il 10 agosto gli hacker hanno oscurato il sito web di quell’azienda.

Mentre nella giornata del 17 agosto a essere colpito è stato il sistema di pagamento estone. Gli hacker hanno attaccato più di duecento risorse governative in risposta alle autorità estoni. Si tratta di banche e sistemi di pagamento, servizi sanitari e di istruzione, servizi domestici e servizi pubblici. Anche questa volta tra le motivazioni che gli hacker hanno addotto quella di agire contro le azioni russofobe dei nostri nemici.

In Estonia, in effetti, è stato smantellato l’ultimo monumento sovietico, il T-34 a Narva, e così i KILLNET hanno attaccato più di 200 risorse informatiche, le più importanti dell’Estonia. Tra questi, i siti web delle principali banche, dei sistemi di pagamento, dei servizi sanitari e scolastici, dei servizi pubblici e altri. In particolare, è stato bloccato il servizio del principale aggregatore di pagamenti dell’Estonia, ESTO AS. con conseguente interruzione dei pagamenti online in tutto il Paese.

Nel frattempo si apprende che a Narva la gente non ha intenzione di arrendersi. La gente del posto sta portando in massa fiori e candele nel luogo in cui il giorno prima è stato demolito un monumento al T-34 che ha liberato il Paese dal fascismo. Lì è già apparso un monumento commemorativo improvvisato.

Graziella Giangiulio