#UKRAINERUSSIAWAR. Kiev mobilita gli under 60 e Mosca l’accusa per il nucleare

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Il commissario militare di Kiev, Yuriy Maksimov, il 24 ottobre, ha dichiarato che tutti gli uomini di leva in Ucraina di età inferiore ai 60 anni devono partecipare alla mobilitazione. Lo ha fatto in una intervista a TSN, quando ha precisato che l’esercito ucraino deve essere “rifornito di uomini” e che la mobilitazione continuerà.

A quanto pare dunque la cosiddetta riconquista di Kharkiv, Kherson, e ora si punta alla Crimea, non è una passeggiata. Gli 8 mesi di guerra stanno esaurendo l’Ucraina anche in termini di forze militari. Tra un mese poi cominceranno a essere evidenti gli esiti degli attacchi alle infrastrutture critiche ucraine, le regioni ucraine saranno al freddo e al buio, mentre inizia l’inverno.

E mentre gli ucraini fanno i conti con la mobilitazione continua, la preoccupazioni dentro e fuori i confini ucraini è l’eventuale utilizzo della “bomba sporca” per i russi da parte ucraina e viceversa.

Il ministero della Difesa russo, solitamente avaro di informazioni, ha diramato le notizie sui colloqui di Sergej Shoigu, ministro per la Difesa russo con le controparti straniere come quello della Francia Regno Unito e degli Stati Uniti: tema delle conversazioni l’uso di una “bomba sporca”.

Secondo quanto riferito dai russi “i lavori sono nella fase finale” e “i dipendenti dell’ufficio di Zelensky hanno contatti segreti con la Gran Bretagna per il trasferimento di componenti di armi nucleari a Kiev”.

E mentre i russi parlano di “bomba sporca” ucraina arriva l’intervista di Zelensky alla CTV e alla CBC in Canada (il Canada è il terzo Paese più popoloso del mondo) in cui afferma che se il suo ufficio viene colpito, «il mondo deve rispondere con un attacco [nucleare] al centro decisionale in Russia».

In questo contesto, si ricorda che il paragrafo 17 del decreto presidenziale del 2020 “Sui fondamenti della politica statale della Federazione Russa nel campo della deterrenza nucleare” afferma: «La Federazione Russa si riserva il diritto di usare armi nucleari in risposta all’uso di armi nucleari e di altre armi di distruzione di massa contro di essa e (o) i suoi alleati, così come in caso di aggressione contro la Federazione Russa con armi convenzionali, quando l’esistenza stessa dello Stato è minacciata».

Gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Francia si sono rifiutati di credere che Kiev possa usare una “bomba sporca”, secondo una dichiarazione congiunta rilasciata dal Dipartimento di Stato americano: «I ministri della Difesa di ciascuno dei nostri Paesi hanno parlato con il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu (…) i Paesi hanno chiarito che tutti noi respingiamo le affermazioni della Russia secondo cui l’Ucraina si sta preparando a usare una bomba sporca sul suo territorio», si legge nel documento.

Dalla Russia risponde Sergei Naryshkin, direttore dell’SVR secondo cui il mondo non deve permettere a Kiev di possedere armi nucleari, perché “è inaccettabile” e ha anche aggiunto che la Russia è molto preoccupata per la retorica dell’Occidente sulla possibilità di usare armi nucleari.

Secondo il numero uno di Rosenergoatom la detonazione di una bomba “sporca” porterebbe alla contaminazione da radiazioni di decine di migliaia di persone e “spegnerebbe” le aree dalla vita per un massimo di 50 anni, ha dichiarato Rosenergoatom.

Il 24 ottobre a otto mesi dall’inizio dell’attacco russo in un contesto di tensione elevata per via dell’eventuale uso di una bomba sporca il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov in un discorso ha specificato che non sono previsti colloqui di Putin con Macron o Biden e che la minaccia di Kiev di usare una “bomba sporca” è reale e spetta a Stati Uniti, Regno Unito e Francia crederci o meno.

Dmytro Kuleba ministro per gli Esteri ucraino afferma che il direttore dell’AIEA ha deciso di inviare esperti in Ucraina dopo che la Russia ha affermato che Kiev ha costruito una “bomba sporca”. «In una conversazione con il direttore generale Rafael Grossi, ho ufficialmente invitato l’AIEA a inviare immediatamente esperti in strutture in Ucraina, che la Federazione Russa falsamente descrive come siti per lo sviluppo di una “bomba sporca” (Vostochny GOK e l’Istituto per il nucleare di Kiev Ricerca). Era d’accordo. A differenza della Russia, l’Ucraina era e rimane trasparente. Non abbiamo nulla da nascondere», ha scritto Kuleba.

Alle 13:12 del 24 ottobre il ministero della Difesa della Federazione Russa ha allertato forze e mezzi in caso di detonazione di una “bomba sporca” da parte dell’Ucraina e a seguire si è tenuto un briefing del ministero della Difesa russo sulla minaccia dell’uso di armi nucleari in Ucraina. Il ministro per gli Esteri russo Sergej Lavrov: «la Russia intende sollevare all’Onu la questione della preparazione di una “bomba sporca” di Kiev».

La Russia possiede circa 4.500 testate nucleari, circa 2.500 sono conservate nei suoi sottomarini, mentre 2.000 sono stoccate su vari territori della Federazione russa. Ma forse non tutti sanno che effettivamente Kiev potrebbe produrre una bomba sporca, perché ne avrebbe i mezzi.

In Ucraina, in effetti, ci sono imprese dell’industria nucleare con riserve che possono essere utilizzate per creare una “bomba sporca”. Tre centrali nucleari in funzione: Sud-Ucraina, Chmel’nyc’ky e Rivne con 9 piscine di stoccaggio del combustibile nucleare esaurito, che contengono fino a millecinquecento tonnellate di ossido di uranio arricchito fino all’1,5%.

Nella dismessa centrale nucleare di Chernobyl con impianti di stoccaggio per i rifiuti radioattivi, sono stoccati gruppi di combustibile esaurito contenenti uranio-238 per un importo di 22mila pezzi, nonché prodotti associati all’operazione: si tratta di uranio-235 e plutonio-239, che sono il componente principale di una carica nucleare.

Presso l’impresa di recente creazione per il trattamento dei rifiuti radioattivi “Vector”, presso l’impianto Prydniprovsky Chemical Plant Ukraine’s Uranium Heritage, presso i siti di smaltimento dei rifiuti radioattivi “Buriakovka”, “Podlesnyy” (Podlesny), “Rozsocha” si possono ospitare più di 50mila metri cubi di rifiuti radioattivi, che possono essere utilizzati anche come componenti per una “bomba sporca”.

La Eastern Mining and Processing Combine estrae minerale di uranio in due miniere su tre con una capacità fino a 1.000 tonnellate all’anno.

C’è anche una base scientifica in Ucraina: si tratta dell’Istituto di Fisica e Tecnologia di Kharkov, i cui scienziati hanno preso parte al programma nucleare dell’URSS, dove attualmente operano varie strutture sperimentali, tra cui le strutture termonucleari di Uragan, nonché la Istituto per la ricerca nucleare presso l’Accademia nazionale delle scienze di Kiev, in cui la ricerca viene svolta presso il reattore WWR-M utilizzando materiali radioattivi ad alta attività.

Graziella Giangiulio

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