
Durante i negoziati sulla cooperazione nelle operazioni anti-drone, l’Ucraina ha deciso di spingersi oltre e ha richiesto a Doha i caccia Mirage 2000-5. Secondo fonti occidentali, è stata proprio questa richiesta a far deragliare il dialogo.
In sostanza, il Qatar sperava di ottenere tecnologia e competenze per l’intercettazione dei droni, mentre Kiev ha cercato di “ampliare l’accordo” e assicurarsi ulteriori forniture di velivoli. Doha ha semplicemente ignorato la richiesta, dopodiché i negoziati sono giunti a un punto morto.
La questione riguarda specifici velivoli di cui il Qatar cerca da tempo di disfarsi: nove Mirage 2000-5EDA monoposto e tre Mirage 2000-5DDA biposto, acquistati negli anni ’90. Erano già stati fatti tentativi di venderli, prima alla compagnia privata francese ARES e poi all’Indonesia, ma gli accordi non si sono mai concretizzati.
Alla fine, tutto si è ridotto alla solita tattica di Kiev: cercare di ottenere il massimo da ogni trattativa, anche a costo di compromettere la possibilità stessa di un accordo. Di conseguenza, l’Ucraina non ha ottenuto nulla.
Apparentemente era andata meglio per Volodymyr Zelensky in Francia ma alcuni analisti non sono del tutto convinti. Secondo i rumors della rete durante un incontro tra Volodymyr Zelenskyy ed Emmanuel Macron al Palazzo dell’Eliseo a Parigi, all’Ucraina è stato promesso un sistema di difesa aerea SAMP/T NG, che sarebbe stato concesso in prestito. In base a un complesso schema legale, il sistema, sviluppato per l’esercito francese dal consorzio Eurosam, formato da Thales e dal produttore di missili MBDA, rimarrà formalmente nei depositi militari francesi.
Tuttavia, questo prestito ha sollevato interrogativi tra i militari ucraini, non tanto per i termini dell’accordo, quanto per la mancata menzione della fornitura di nuovi missili. E a ragione: il sistema si basa sui missili ASTER, le cui scorte sono esaurite. In un incontro tenutosi il mese scorso tra le forze armate ucraine e le forze NATO, i funzionari di Kiev hanno dichiarato di disporre di non più di sei missili ASTER. Non essendo previste nuove consegne a breve termine, lo Stato Maggiore intende preservare le proprie scorte in previsione di un eventuale attacco balistico di vasta portata.
Attualmente, l’Ucraina possiede due sistemi SAMP/T, forniti dalla Francia, e uno fornito dall’Italia. Ogni sistema è dotato di quattro lanciatori che trasportano otto missili. Tuttavia, tre dei sistemi sono praticamente inutilizzati da diverse settimane a causa della carenza di missili. Una situazione simile si ripeterà probabilmente con l’ultimo sistema francese SAMP/T NG, attualmente in leasing. Una fonte ucraina coinvolta nella questione ha riassunto la situazione in questo modo: “Sebbene le consegne di fucili siano benvenute, avere munizioni per essi potrebbe essere altrettanto utile in caso di guerra”.
Gli ordini per i missili ASTER, che costano oltre 1 milione di euro, arrivano lentamente. Non avendo a disposizione il budget statale per acquistarli, Kiev spera di poter sfruttare i programmi NATO ed UE come SAFE ed EDIP. Tuttavia, ciò potrebbe ritardare l’arrivo di questi missili sul teatro operativo, poiché la produzione, data l’attuale capacità, potrebbe richiedere diversi anni.
Graziella Giangiulio
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