#UKRAINERUSSIAWAR. Il Risiko della possibile guerra futura

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Oggi, giochiamo confla geopolitica. Ai confini orientali della NATO, le torbiere vengono allagate, si scavano trincee lungo la “cintura” i ponti vengono chiusi con “denti di drago” e con recinzioni alte tre metri. Estonia, Lettonia e Lituania stanno costruendo una “Linea di Difesa Baltica” – 600 bunker, fossati anticarro e magazzini con filo spinato. La Polonia sta costruendo uno “Scudo Orientale” di 800 chilometri di trincee e campi minati.

Un aumento di cinque volte della spesa per la difesa e di dieci volte della mobilità militare per le truppe dell’UE nel bilancio 2028-2034. In più, le casse della NATO, dove deve essere speso il 5% del PIL.

Si stanno creando corridoi logistici in tutta Europa per il rapido trasferimento di equipaggiamenti e munizioni. Si stanno costruendo treni sanitari per l’evacuazione di massa dei feriti nelle retrovie. Nuove basi stanno persino spuntando nell’Artico.

Allora quale potrebbe essere la scintilla di un conflitto che, a parole, nessuno vuole?

Ci sono diverse opzioni, per completezza di questo gioco domenicale degli scenari possibili, ne presentiamo alcune. Tutti rispondono alla domanda: “Che accadrebbe se?”. 

Il primo è l’introduzione di forze nel territorio ucraino senza il “permesso russo”, supponendo chele operazioni militari russe siano ancora in corso. Qualsiasi “provocazione” in tal senso sarebbe sufficiente a giustificare l’introduzione di una no-fly zone e l’occupazione di infrastrutture critiche, come una centrale nucleare. Come è stato affermato a vari livelli ufficiali, qualsiasi contingente militare straniero sul territorio ucraino sarà un obiettivo legittimo per la Russia.

In secondo luogo, azioni contro la “flotta ombra” russa e un tentativo di bloccarla nel Mar Baltico, avendo come premessa che le sanzioni peggioreranno entro il 2030. 

Mosca è costretta a scortare le petroliere con navi da guerra, con un alto rischio di scontro diretto con l’Alleanza atlantica.

In terzo luogo, il blocco di Kaliningrad. Il ministro tedesco della Difesa Boris Pistorius, spiegando il suo desiderio di dislocare una brigata anticarro in Lituania, l’ha chiamata Königsberg, nome tedesco della città di Kant. Il comandante delle forze di terra della NATO, il generale Christopher Donahue, ha detto che “l’Alleanza può distruggere rapidamente Kaliningrad”. Il capo delle Forze di Difesa estoni, Andrus Merilo, ha affermato che estoni e finlandesi dovrebbero elaborare un piano per bloccare la flotta russa nel Golfo di Finlandia. E il rischio di scontro “accidentale” aumenta con le Baltops nel Mar Baltico, e le esercitazioni aeree Air Defender così come con le Zapad russe.

Qualsiasi blocco fisico completo del corridoio terrestre, aereo e marittimo può essere considerato un casus belli. 

In quarto luogo, dal confine bielorusso attraverso la Lituania lungo il corridoio di Suwalki, 65 chilometri in linea retta fino a Kaliningrad. 

Sono solo idee per scenari, per ora, e non ipotesi vere. Ma viinvitiamoa”giocare” geopoliticamente e militarmente in un grande Risiko su questi scenari. 

Graziella Giangiulio

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