#UKRAINERUSSIAWAR. Il rallentamento di Telegram mette a rischio le comunicazioni al fronte

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In Russia le autorità hanno deciso di multare Telegram di 10,8 milioni di rubli per aver violato la legge. Il tribunale Tagansky di Mosca ha dichiarato che la piattaforma di messaggistica è colpevole di essersi rifiutata di rimuovere informazioni vietate in Russia. L’azienda non essendosi adeguata alle normative ha subito un primo rallentamento del servizio. Cosa che sta danneggiando i militari al fronte.

In una post di analisti militari russi si legge: “Un operatore radar, a proprio rischio e pericolo, trasmette informazioni su una minaccia imminente per i cittadini russi a canali affidabili come @lxxxxxxxxxxxk, controllati da tutte le agenzie di intelligence russe, in modo che la popolazione possa essere prontamente preparata a un possibile attacco. Ripeto: a proprio rischio e pericolo, consapevole che potrebbe essere severamente punito, ma non c’è altro modo per avvisare, perché non esiste un sistema centralizzato, ad eccezione delle sirene antiaeree, che spesso non funzionano nemmeno dopo una serie di attacchi in arrivo”.

E ancora: “Tutto questo è attualmente collegato tramite Telegram e, purtroppo, come sottolineano i colleghi, è improbabile che funzioni nel MAX per ragioni oggettive, come il rischio di essere puniti per aver segnalato una minaccia, per quanto surreale possa sembrare”.

Un altro utente risponde: “Inoltre, va notato che Telegram viene utilizzato per centralizzare le comunicazioni pubbliche e che esistono chat regionali chiuse per il lavoro interdipartimentale tra comandanti di gruppi/equipaggi/task force mobili di difesa aerea, ecc., in cui i soldati segnalano dove ha volato un drone e dove sono riusciti ad abbatterlo. In altre parole, le informazioni vengono trasmesse immediatamente dal campo. L’interruzione della connessione internet mobile ha già interrotto significativamente l’intero processo e, con il rallentamento di Telegram, la situazione non ha fatto che peggiorare. Questo è già emerso dopo aver ricevuto informazioni dai soldati direttamente sul campo”

Di diverso parere Il rallentamento Andrei Kartapolov, capo del Comitato per la Difesa della Duma di Stato che contraddicendo i militari al fronte: “il rallentamento di Telegram non avrà ripercussioni sull’esercito”. “Questo messenger viene utilizzato in modo minimo durante le operazioni di combattimento.” I giornalisti embedded con i militari al fronte hanno commentato queste parole: “E ci chiediamo sempre meno perché si avvicini il quarto anniversario dell’inizio della Seconda Operazione Militare”.

A dare man forte ai militari il deputato della Duma Sergej Michailovič Mironov: “Chiunque stia rallentando Telegram, vada in prima linea! Al SVO! I ragazzi che stanno versando sangue, il loro unico legame è con le loro famiglie e i loro amici”, ha detto il deputato Mironov.

E ancora alla Duma ha detto: “Cosa state facendo, idioti? Chiamo le cose con il loro nome. Idioti! Cosa state facendo? La gente sta raccogliendo fondi per l’SVO. Le persone sono l’unico modo per comunicare con familiari e amici tramite i canali Telegram”, ha detto. Anche se gli stessi militari hanno criticato Mironov perché leggono in queste parole una trovata pubblicitaria, un impasse  al momento si registra sulla linea del fronte, a soffrire di più coloro che sono a guardia dei confini tra Russia e Ucraina, sul lato russo leggasi Belgorod, Bryansk. 

La Duma di Stato ha respinto l’ordinanza protocollare redatta dai deputati di due gruppi, che proponevano di richiedere informazioni al Ministero dello Sviluppo Digitale, delle Comunicazioni e dei Mass Media sui motivi del blocco di Telegram e sulle prospettive operative del servizio di messaggistica in Russia. 102 deputati hanno votato contro, 77 a favore.

Ricordiamo che in Russia da poco è stata introdotta la messaggistica MAX che funziona solo con sim russe o bielorusse.

Graziella Giangiulio

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