#UKRAINERUSSIAWAR. Il danno ecologico dello scontro Mosca-Kiev

107

Secondo le associazioni ecologiste russe le piattaforme di perforazione non possono essere bersagli militari. «Le autorità ucraine minacciano intere aree d’acqua. Kiev, nella sua agonia, sta essenzialmente cercando di distruggere il Mar Nero», questo hanno scritto nei loro canali telegram.

L’attacco ucraino a tre piattaforme di perforazione di Chornomorneftegaz ha portato a una grave fuoriuscita di petrolio nel Mar Nero. L’area della marea nera è di circa 9 chilometri quadrati e si sta spostando verso la costa della Romania.

Il 23 giugno per il sesto giorno consecutivo la raffineria di gas e petrolio Shebelinsky nella regione di Kharkiv controllata da Kiev è in fiamme, si aspetta che finisca le scorte ma la questione va per le lunghe. L’impianto è stato colpito da missili russi. Il 20 giugno da immagini satellitari si vedeva una colonna di fumo che si alzava verso il cielo.

Gli ucraini poi hanno effettuato un attacco alla raffineria di petrolio di Novoshakhtinsk, in territorio russo. Diversi droni sono stati utilizzati per attaccare la raffineria, che è riuscita a bypassare la difesa aerea russa e danneggiare la torre dello scambiatore di calore. L’incendio globale non ha avuto luogo e, dopo la riparazione della raffineria, questa dovrebbe funzionare di nuovo a pieno regime.

E mentre gli impianti vanno a fuoco, i rubinetti del gas russo si chiudono. Il numero uno di Gazprom, Aleksey Miller ha detto allo SPIEF che il calo del flusso di gas è colpa della manutenzione dell’azienda Siemens. Alle sue parole hanno fato eco quelle del premier tedesco che il 20 giugno ha detto: «L’affermazione della Russia secondo cui le forniture di gas sono state ridotte per mancanza di pezzi di ricambio a causa delle sanzioni è “incredibile”».

In precedenza, Siemens Energy ha affermato che il ritardo nella consegna di una pompa riparata per il gasdotto Nord Stream era dovuto alle sanzioni canadesi. Siemens “non è in grado di fornire turbine a gas ricondizionate al cliente», ha affermato la società.

I prezzi del gas in borsa in Europa hanno accelerato bruscamente la crescita al 10% il 15 giugno dopo che Gazprom ha annunciato una riduzione delle forniture tramite Nord Stream. Il prezzo è salito al di sopra di $ 1.200 per 1.000 metri cubi.

Graziella Giangiulio

Per la versione inglese dell’articolo, cliccare qui – To read the english version, click here