#UKRAINERUSSIAWAR. Il contrabbando petrolifero russo che passa per lo Ionio

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Il petrolio russo continua a fluire verso l’Europa attraverso rotte marittime nascoste e meno. Stando a Nikkei, nei sei mesi successivi all’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, 41 navi hanno effettuato trasferimenti di petrolio da nave a nave al largo delle coste della Grecia con petroliere partite dalla Russia e successivamente arrivate nei porti europei. Nel 2021, c’era stato un solo caso.

L’Ue e il Regno Unito vieteranno completamente le importazioni di petrolio russo a partire dalla fine dell’anno, ma le aziende che acquistano petrolio russo devono già affrontare delle critiche. Il trasferimento di petrolio tra le navi in mare per nasconderne l’origine potrebbe continuare anche dopo l’entrata in vigore dell’embargo petrolifero.

Dove va il petrolio? Secondo Nikkei, nei sei mesi fino al 22 agosto, sono stati confermati 175 trasferimenti al largo delle coste greche di navi cisterna provenienti dalla Russia. Nello stesso periodo dell’anno scorso i trasferimenti erano stati solo nove. I dati di Refinitiv mostrano che la Russia ha esportato 23,86 milioni di barili di petrolio per trasferimenti da nave a nave al largo della Grecia. Nello stesso periodo dell’anno scorso, sono stati spediti 4,34 milioni di barili per trasferimenti simili. La domanda è dove siano andate le petroliere che hanno ricevuto il petrolio dopo aver imbarcato il loro carico.

Ben 89 petroliere sono arrivate nei porti, mentre l’anno scorso erano stati effettuati solo tre scali di questo tipo. Di queste, 41 sono arrivate in porti in Grecia, Belgio e altrove in Europa. L’anno scorso lo aveva fatto solo una petroliera. Due petroliere hanno fatto scalo in Gran Bretagna; l’indagine ha evidenziato il ruolo cruciale delle acque vicine alla Grecia come snodo per le spedizioni di petrolio tra la Russia e l’Europa.

L’Ue vieterà completamente le importazioni di petrolio russo via mare a partire dal febbraio 2023, mentre il Regno Unito metterà completamente sotto embargo il petrolio russo a dicembre. Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia, a luglio le esportazioni di petrolio russo verso l’Ue sono state pari a 2,8 milioni di barili al giorno, con un calo del 26% rispetto a gennaio. Sebbene l’acquisto di petrolio russo rimanga legale, le aziende stanno rivedendo i loro rapporti con la Russia a causa del monitoraggio dei governi e dei mercati.

I trasferimenti di petrolio da nave a nave sono piuttosto comuni. Tali trasferimenti sono talvolta utilizzati per consolidare le spedizioni di petrolio in petroliere più grandi, migliorando l’efficienza sulle rotte a lunga distanza. A volte il petrolio passa di mano dopo che la nave cisterna ha lasciato il porto. In questi casi, diventa più difficile identificare la provenienza del petrolio.

I Paesi richiedono agli importatori di segnalare alle autorità doganali il luogo di origine del loro carico. Ma «alcune compagnie indicano falsamente il luogo di trasferimento da nave a nave come luogo di origine per nascondere la provenienza del petrolio».

Nella sua guida 2020 per le compagnie di navigazione marittima, il Dipartimento di Stato americano le ha esortate a diffidare delle pratiche ingannevoli, affermando che «i trasferimenti da nave a nave sono spesso utilizzati per eludere le sanzioni nascondendo l’origine o la destinazione del petrolio, del carbone e di altri materiali trasferiti in modo surrettizio».

Secondo il ministero greco della Navigazione e della politica insulare: «I trasferimenti da nave a nave, che avvengono in acque internazionali, sono monitorati dalle autorità portuali locali attraverso il sistema Ais in tempo reale. In caso di violazione, come l’ingresso delle navi nelle acque territoriali greche, viene avviata la procedura per l’imposizione di sanzioni legali».

Le acque territoriali della Grecia orientale si estendono a circa 11 km dalla costa, la metà della distanza abituale, a causa delle tensioni con la Turchia. Il ministero afferma che i punti di trasferimento da nave a nave nel placido Golfo Laconico, a sud-est Peloponneso, nel mar Ionio, sono «al di fuori delle sue acque territoriali» e quindi al di fuori della sua giurisdizione.

Antonio Albanese