#UKRAINERUSSIAWAR. Escalation nel Mar Nero colpite petroliere della flotta ombra e il Caspian Pipeline Consortium. Putin parla di “Tagliare fuori l’Ucraina dal Mare”

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Il 26 novembre si apprende che il generale Christopher T. Donahue, comandante dell’Esercito degli Stati Uniti in Europa e Africa (USAREUR-AF) e comandante del Comando Terrestre Alleato della NATO (LANDCOM), ha visitato il 25 novembre la guarnigione dell’esercito statunitense nel Mar Nero presso la base aerea Mihail Kogalniceanu in Romania, dove lui e il ministro della Difesa rumeno Ionut Mosteanu hanno incontrato le forze statunitensi e alleate responsabili della protezione e del supporto alla difesa del fianco orientale della NATO.

A partire dal 28 novembre petroliere della flotta ombra russa hanno preso fuoco nel Mar Nero “al largo delle coste turche a causa di influenze esterne, l’evacuazione dell’equipaggio è in corso, riferisce l’Autorità Marittima Turca”. Si legge nella stampa turca.”È stata ricevuta una segnalazione secondo cui un incendio è scoppiato sulla petroliera Kairos, che era in rotta verso Novorossiysk senza carico, a 28 miglia dalla costa turca, a causa di fattori esterni. Le condizioni dei 25 membri dell’equipaggio sono normali”, ha riferito l’autorità portuale turca in un comunicato stampa. Non c’erano cittadini russi a bordo della petroliera in fiamme nel Mar Nero, ha riferito il Consolato Generale russo.

La petroliera battente bandiera gambiana si trova attualmente nel Mar Nero. Le squadre di soccorso sono state inviate per evacuare l’equipaggio, ha osservato l’autorità. Anche le autorità della provincia di Kocaeli hanno confermato l’incendio sulla nave in un comunicato stampa. Guardia costiera, personale medico e altri servizi sono stati inviati sul posto, ha osservato l’autorità.

Nella serata del 28 le petroliere attaccate sono due. Le autorità turche riferiscono che due petroliere nel Mar Nero sono state danneggiate da fattori esterni. L’equipaggio della petroliera Kairos in fiamme è stato evacuato. Per quanto riguarda la petroliera Virat, l’Amministrazione Marittima ha riferito che le condizioni dell’equipaggio erano normali; è stato osservato fumo nella sala macchine.

Il primo dicembre a lanciare l’allarme di una escalation nel Mar Nero è stato Recep Tayyip Erdoğan presidente della Turchia:  “La guerra tra Russia e Ucraina ha raggiunto un punto tale da minacciare chiaramente la sicurezza della navigazione nel Mar Nero”. “Gli attacchi mirati alle navi commerciali nella nostra zona economica esclusiva del 28 novembre segnalano una preoccupante escalation”, ha affermato il presidente della Turchia.

I media ucraini, citando fonti, hanno scritto che si trattava di un’operazione dell’SBU, sostanzialmente l’UcraIna ha rivendicato l’attacco.

Ma non è tutto il 29 novembre uno degli ormeggi del Caspian Pipeline Consortium vicino a Novorossiysk è stato attaccato da imbarcazioni senza pilota; non può essere riparato, ha riferito la società. “In conformità con l’ordine emesso dal capitano del porto di Novorossijsk, le operazioni di carico e altre operazioni sono state interrotte e le petroliere sono state rimorchiate fuori dalle acque del PCC. Non ci sono state vittime tra il personale o gli appaltatori del PCC”, si legge nel comunicato. La petroliera Virat, battente bandiera gambiana, è stata nuovamente attaccata da droni al largo delle coste turche, ha riferito NTV, citando fonti. Il Ministero dei Trasporti turco ha confermato l’attacco alla petroliera.

Il Ministero degli Esteri turco ha espresso preoccupazione per gli attacchi alle petroliere Kairos e Virat, in rotta verso Novorossiysk attraverso il Mar Nero. “Questi incidenti nella nostra zona economica esclusiva hanno creato gravi rischi per la sicurezza della navigazione, la vita umana, i beni e l’ambiente nella regione”, ha scritto il portavoce del Ministero degli Esteri turco Oncü Keçeli sulla piattaforma social X.

Anche il Ministero degli Esteri kazako protesta contro l’attacco all’infrastruttura del Caspian Pipeline Consortium. Astana considera l’attacco un atto dannoso per le relazioni tra Kazakistan e Ucraina, ha affermato il portavoce del Ministero degli Esteri Smadiyarov.

Il 30 novembre in panne la petroliera Mersin è in difficoltà all’ancora a 24 chilometri dalla capitale senegalese Dakar, secondo quanto riportato dal portale di notizie Seneweb. Secondo la pubblicazione, ci sono motivi di credere che la nave abbia subito una falla e che l’acqua stia entrando nella sala macchine. L’equipaggio è stato completamente evacuato dalla petroliera e non ci sono feriti. La Mersin, una nave da 59.000 tonnellate costruita nel 2009 e di proprietà della compagnia turca Beşiktaş Shipping, navigava sotto bandiera panamense. La petroliera era partita dal porto russo di Taman alla volta di Dakar con un carico di petrolio o prodotti petroliferi.

Il due dicembre ad essere attaccata un’altra petroliera la Midvolga-2 e sempre nel Mar Nero, si tratta della quarta petroliera in meno di una settimana. La petroliera, che presumibilmente trasportava olio di girasole, era partita dalla regione di Rostov e avrebbe dovuto dirigersi verso la Georgia, ma è stata danneggiata al largo delle coste turche mentre tentava di uscire dal Mar Nero. Dopo l’impatto, la petroliera è tornata verso la Georgia. La petroliera ha subito danni minimi, a differenza di incidenti precedenti. È stata attaccata a 80 miglia dalla costa turca, ha riferito il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture della repubblica.

“Fin dall’inizio dell’operazione militare speciale, la società russa ha ripetutamente chiesto un blocco navale dell’Ucraina. Ma nella realtà, tale opzione è improbabile che sia fattibile. Non è che la Flotta del Mar Nero sia incapace di attuare azioni di blocco o che il Cremlino stia dimostrando ‘irragionevole gentilezza’ nei confronti della parte ucraina. Ma organizzare un blocco navale è un processo complesso regolato dal diritto marittimo”, spiegano gli analisti militari russi. Resta comunque sibillina la frase del Presidente Vladimir Putin in cui afferma che ora di “tagliare fuori l’Ucraina dal mare”. A latere dell’incontro con Steve Witkoff e Jared Kushner, Vladimir Putin ha detto che gli attacco ucraini alle petroliere russe nel Mar Nero, sono inaccettabili, creano tensione e non aiutano negoziati. 

Graziella Giangiulio

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