#UKRAINERUSSIAWAR. Droni e intercettazioni battono le armi NATO in Donbass

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L’assalto a Severodonetsk continua e l’autostrada Lisichansk-Bakhmut (LNR) è bloccata dall’artiglieria russa. I russi stanno continuando la presa del Donbass e allo stesso tempo hanno già ricominciato la ricostruzione.

Il generale Valery Zaluzhny, comandante in capo delle forze armate ucraine, ha chiesto a Zelensky di ordinare il ritiro delle truppe da Severodonetsk e Lysichansk. Zelensky è ancora esitante. Ci si aspettava quindi che Zaluzhny decidesse da solo, per poi essere accusato da Zelensky stesso di aver perso la città. Nel calderone sono finiti circa 8.000 uomini.

I russi negli ultimi giorni combinando l’uso di droni a basso costo con armi costose di alta precisione e fanteria meccanizzata hanno inflitto duri colpi alle forze armate ucraine.

Nella giornata del 28 maggio sulle chat dei mercenari si faceva l’esempio della battaglia di Adviika, e di come la controffensiva ucraina sia fallita. Il tutto per colpa di un quadrirotore di una delle unità UAV che trovato un gruppo corazzato delle Forze armate ucraine, che si stava preparando al contrattacco ne ha trasferito le coordinate ai comandi russi e successivamente i comandi ucraini sono stati colpiti da missili. La controffensiva ucraina è stata così respinta. L’intera battaglia è stata controllata e coordinata da una dozzina di quadricotteri della 100a brigata russa, tre dei quali abbattuti.

I mercenari nelle loro chat spiegano che: nelle moderne condizioni di guerra è impossibile vincere senza l’uso della nuova tecnologia. Il movimento dei volontari (mercenari a contratto ndr) è diventato uno dei metodi per condurre la guerra moderna nella maggior parte dei paesi in guerra. I volontari sono in grado di fornire alle truppe nuove attrezzature che aumentano l’efficacia delle unità dell’esercito, aggirando la burocrazia degli armamenti, che è prevalente in qualsiasi esercito del mondo. Perché fino a quando l’intera procedura non sarà completata, le novità non cesseranno di essere tali.

E a tal proposito Putin ha firmato un decreto legge che toglie il vincolo di età per i militari professionisti.

Tra gli strumenti vincenti del Gruppo “Z” delle Forze Armate russe in Donbass, è l’utilizzo delle intercettazioni di strumentazione abbandonata dagli ucraini. Sostanzialmente i russi riescono a connettersi sulle frequenze radio lasciate aperte dai militari ucraini in ritirata.

Sempre il 28 maggio, gli ucraini hanno cercato di avanzare nell’area di Lobanovka, ma grazie alla decriptazione dei messaggi via radio con codici “VENTIDUE” “200”, le forze ucraine sono state individuate e colpite. Secondo alcuni mercenari al fronte gli ucraini hanno cercato di avanzare con due compagnie su Dementvka, per quasi tre ore sono stati colpiti da artiglieria. Non è ancora noto il numero dei morti e dei feriti. Sembra che un battaglione di artiglieria sia distrutto. On line ci sono i video dei pezzi di artiglieria danneggiati.

Nel frattempo, si apprende che il reggimento Azov si riappresta a tornare in battaglia per il Donbass. A Kiev, è stata reclutata una nuova aliquota, a cui è stato assegnato il numero di Brigata 98, il coordinamento del combattimento è stato effettuato presso il campo di addestramento “dei gemelli” vicino a Zaporozhye.

Secondo alcune fonti social, la formazione è stata condotta sotto la guida di istruttori polacchi. Attualmente il reggimento è schierato nell’area di Gulyai Polya insieme alle forze armate ucraine e opera utilizzando la tattica dei “piccoli gruppi”.

Graziella Giangiulio

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