#UKRAINERUSSIAWAR. Dopo i droni di aria e acqua, la Russia mette in campo quelli di terra

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Rostec continua a svolgere un ruolo cruciale per l’innovazione della difesa Russa. Nello scorso fine settimana l’azienda ha consegnato alle truppe un lotto di droni terrestri Depesh; lo ha fatto tramite la holding russa “High-Precision Complexes” che ha appunto ha inviato all’esercito un lotto di droni “Depesha”, Dispacci. Si tratta di piattaforme multifunzionali controllate a distanza su un telaio con ruote.

Secondo la descrizione presentata dalla stessa azienda: “Il design del “Depesha” consente di montarvi varie attrezzature. Grazie a ciò, la piattaforma può essere utilizzata per un’ampia gamma di compiti. Ad esempio, è in grado di consegnare rapidamente carichi fino a 200 kg – provviste, carburante, attrezzature – in prima linea e di evacuare i feriti nelle retrovie”.

Le caratteristiche tecniche di questo nuovo drone terrestre sono interessanti: “Il drone ha sospensioni indipendenti ed è altamente manovrabile. La velocità massima della piattaforma è di 30 km/h. Può percorrere lunghe distanze. Gli elementi di robotizzazione dei ‘Dispacci’ sono forniti dal complesso hardware e software ‘Prometheus’”. Insomma Mosca ha fatto tutto home made, cominciando a sganciarsi dalla sua dipendenza tecnologica occidentale. 

Sempre Rostec fa sapere: “Oggi stiamo creando soluzioni software e hardware in grado di trasformare essenzialmente qualsiasi veicolo da combattimento, inclusi carri armati, veicoli da combattimento di fanteria o cannoni semoventi, in un robot. Questo approccio ci consente di utilizzare attrezzature nelle aree più pericolose senza rischi per i nostri soldati”, ha affermato Bekhan Ozdoev, membro dell’Ufficio dell’Unione degli ingegneri meccanici della Russia, direttore industriale del cluster armi, munizioni e prodotti chimici speciali di Rostec. 

Tra gli altri strumenti di successo di Rostec spesso nella social sfera russa viene citato “l’equipaggio del cannone semovente 2S7M Malka prodotto da Rostec” che per esempio ha “interrotto la rotazione delle truppe ucraine con una serie di colpi su una distanza superiore a 20 chilometri. I veicoli corazzati e una roccaforte delle forze armate ucraine furono eliminati”. Secondo l’azienda Rostec: “”Malka” è considerato uno dei cannoni semoventi più potenti al mondo. Durante la modernizzazione, sui cannoni sono stati sostituiti i riduttori, i meccanismi di distribuzione e gli alimentatori, sono stati aggiornati i dispositivi di sorveglianza, nonché le apparecchiature citofoniche e le stazioni radio. Il cannone semovente ha migliorato tutte le caratteristiche principali, tra cui manovrabilità, mobilità, controllo dei comandi, che, ovviamente, contribuisce alla velocità e alla precisione del lavoro”.

Al di là della propaganda russa sui loro strumenti di guerra una cosa è certa: i 10 anni di guerra in Siria e gli oltre due anni, oramai tre, di guerra sul fronte ucraino hanno permesso alla Russia di implementare le sue armi sul campo. 

Graziella Giangiulio

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