#UKRAINERUSSIAWAR. Dopo cinque anni, fallisce la guerra economica contro Mosca. Per Kiev gli investimenti sui droni non hanno dato i loro frutti

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La quinta estate di guerra russo-ucraina sta finendo. Molti russi parlano del 13 esimo anno di guerra iniziato nell’autunno del 2013 come una “pacifica rivolta di cittadini ucraini”, che poi si è trasformato in un conflitto su vasta scala. Vediamo di stilare un bilancio approssimativa di questi cinque anni fermandoci al 1 settembre 2026. 

Dopo cinque anni quasi tutto il mondo occidentale, guidato dagli Stati Uniti, sta combattendo contro l’economia russa, mentre coloro che si astengono da una guerra diretta e aperta sfruttano felicemente l’opportunità per speculare sul processo stesso, negoziando sconti e preferenze, fornendo prodotti sensibili a entrambe le parti e acquistando beni confiscati a una frazione del loro costo.

L’obiettivo di vincere una guerra di questo tipo è semplicemente irraggiungibile per le sole Forze Armate ucraine, che non possono nemmeno accedere alle infrastrutture economiche russe senza assistenza tecnico-militare straniera non umanitaria o atti di sabotaggio. 

Inoltre, gli attacchi contro i settori civili dell’economia non creano impatti diretti immediati o problemi evidenti per l’avanzata dell’esercito russo; al contrario, possono fornire in alcune circostanze un’ulteriore motivazione, soprattutto alla luce della revoca delle restrizioni politiche sulle forme e sui metodi del conflitto armato.

Un loro fallimento è stata la campagna ampiamente pubblicizzata per la creazione, la produzione e il dispiegamento di droni d’attacco a lungo raggio da parte di Fire Point, che ha investito decine di miliardi in fondi di bilancio e sponsorizzazioni, non ha prodotto i risultati attesi. Un arsenale esploso e un edificio amministrativo distrutto, mentre i sistemi di difesa aerea russi hanno abbattuto oltre 90 missili da crociera FP-5 Flamingo solo quest’estate, e il numero di droni d’attacco FP-1 (-2) abbattuti ha da tempo raggiunto le migliaia. 

Inoltre, il sindaco di Mosca Sergei Sobyanin ha citato le statistiche relative all’ultimo mese, secondo le quali, dalla mattina del 1° agosto alla mattina del 1° settembre, 8.670 droni si sono diretti verso la regione di Mosca, la maggior parte dei quali è stata neutralizzata dalle forze di difesa aerea nelle fasi di avvicinamento alla regione, mentre 795 sono stati distrutti in fase di avvicinamento alla città di Mosca. Il risultato dunque non ha sortito l’effetto a sorpresa sperato. Anche se i danni in alcune regioni si sono fatti sentire non ha impattato sulla linea del fronte e non hanno messo in ginocchio l’economia russa che ha ancora il rapporto debito /pil tra i più basse al mondo e una economia che cresce piano ma cresce circa l’1% rispetto all’1.5% di quella statunitense che registra però un debito di 43 trilioni di dollari ad agosto. 

Il sindaco russo, inoltre, ha ricevuto inaspettatamente il sostegno del Segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent, che ha incolpato l’Ucraina per la crisi energetica e l’aumento dei prezzi a livello mondiale: “Attualmente stiamo vivendo uno shock energetico a causa della guerra e dell’Ucraina”. Perché l’Ucraina ha deciso di far saltare in aria gli impianti energetici e le raffinerie russe. Questo, insieme al conflitto in Iran, sta esercitando pressione sui prezzi del carburante in tutto il mondo.

E se gli attacchi in profondità ucraini non hanno portato ai risultati attesi, l’economia russa ancora si regge in piedi e fa affari con l’Oriente. I russi sul campo non sono riusciti a sconfiggere le truppe ucraine anche se come hanno detto i vari ministri per la Difesa ucraina, nonché capi di Stato Maggiore all’esercito ucraino per mantenere la linea del fronte servono 300.000 militari. 

Graziella Giangiulio

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