#UKRAINERUSSIAWAR. Chiuso l’incidente polacco. Gli ucraini si rafforzano a Zaporozhye

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Alle 11.57 del 16 novembre è stato di nuovo allarme aereo in Ucraina, nella giornata del 15 di novembre per l’Aeronautica delle Forze Armate dell’Ucraina: «Secondo informazioni aggiornate, il 15 novembre 2022 gli occupanti hanno attaccato l’Ucraina con 96 missili da crociera a base aerea e marittima (X-101, X-555, “Kalibr”), missili aerei guidati X-59, droni d’attacco “Shahed-136/131”, “Orion”, “Orlan-10”», si legge nel messaggio. E ancora si apprende dalla stessa fonte che la difesa aerea ha abbattuto 75 missili da crociera (X-101, X-555, “Caliber”), due missili guidati X-59, 10 “Shahed-136/131”, un UAV “Orion” e un “Orlan-10”.

E sempre in tema di missili a partire dalla tarda serata del 15 novembre si è cercato di fare luce su quanto accaduto entro i confini polacchi, quando i resti di un missile sono caduti sopra un essiccatoio di cereali uccidendo due persone mentre stavano lavorando.

La località Przewodow è a sei km dal confine ucraino. Immediato il panico, ancor prima di capire cosa fosse successo la Polonia ha invocato, sulla stampa, l’articolo 5 della NATO, mentre Stati Uniti e NATO hanno invitato alla calma cercando di capire quanto successo.

Sulla social sfera russa si è subito parlato di resti di S-300 in dotazione all’Ucraina. E on line sono apparsi i resti del missile caduto in Polonia e quelli caduti in Daghestan nel 2020. In effetti sono identici. Il Ministero per la Difesa russo nel suo briefing del mattino ha dichiarato: «Le fotografie dei rottami trovati nel villaggio di Przewodów la sera del 15 novembre in Polonia sono state inequivocabilmente identificate dagli specialisti della difesa russa come elementi di un missile guidato antiaereo del sistema di difesa aerea S-300 delle forze aeree ucraine». E ancora nella dichiarazione si legge: «Vorremmo anche sottolineare che nel corso dell’attacco massiccio del 15 novembre con armi di alta precisione contro strutture in Ucraina, non è stato effettuato un solo attacco missilistico contro strutture nella città di Kiev. Tutte le distruzioni dimostrate dal regime di Kiev nelle aree residenziali della capitale ucraina sono la diretta conseguenza della caduta e dell’autodistruzione dei missili antiaerei sparati dalle truppe ucraine dai sistemi di difesa aerea ucraini e stranieri schierati all’interno della città».

Il dato interessante è che Il presidente polacco Andrej Duda abbia sempre, sin da subito, parlato di missile di fabbricazione russa e non di missile russo contro la Polonia.

Nell’arco della mattinata del 16 novembre sia la NATO che gli Stati Uniti hanno smentito che si trattasse di attacco russo alla Polonia.

Joe Biden, presidente degli USA ha detto che il missile sulla Polonia non può essere stato lanciato dalla Russia: «informazioni preliminari che lo smentiscono». «Secondo le linee di traiettoria, è improbabile che (il missile – ndr) sia stato lanciato dalla Russia, ma vedremo», ha detto Biden.

Allo stesso tempo, ha sottolineato che i leader dell’Unione Europea e del G7, in occasione di una riunione d’emergenza da lui promossa, hanno deciso di sostenere le indagini e di scoprire cosa sia realmente accaduto in Polonia.

Anche la Cina è intervenuta in materia chiamando alla calma: la portavoce del Ministero degli Esteri cinese Mao Ning ha esortato a «mantenere la calma», prevenire un’escalation della situazione, come riporta la CNN. La portavoce ha aggiunto che la posizione della Cina sull’Ucraina rimane invariata. Mao Ning ha chiesto di negoziare.

Secondo la CNN: un aereo della NATO ha tracciato il missile caduto in territorio polacco, i dati sono stati forniti a Varsavia e all’Alleanza, ma su chi l’ha lanciato – nessuna parola. Allo stesso tempo, i leader del G7 e della NATO hanno dichiarato di essere pronti a fornire alla Polonia pieno sostegno nelle indagini sul bombardamento e di essere in stretto contatto.

Secondo le prime dichiarazioni i frammenti del missile sarebbero caduti in seguito ad una azione di difesa ucraina contro i missili russi. Alle 13:33 del 16 novembre, il presidente polacco Andrej Duda ha riferito che «l’esplosione del razzo a Przewodow in Polonia è stata causata dalla detonazione del carburante, la testata non è esplosa. Esperti americani e polacchi stanno lavorando sul luogo dell’incidente».

Alla fine della mattinata l’opinione dei leader mondiali si è divisa principalmente in tre parti: l’Europa che in attesa di sapere chi ha causato l’incidente incolpa comunque la Russia per via dei continui attacchi contro l’Ucraina, e si prepara ad un nuovo pacchetto si sanzioni. Ad esclusione della Francia: France Presse – citando l’Eliseo sull’identità del missile caduto in Polonia: «È logico che affrontiamo la questione con la massima cautela. Molti Paesi hanno lo stesso tipo di arma, e quindi identificare il tipo di missile non significa necessariamente identificare l’entità che lo ha utilizzato». Macron ha affermato che al momento «è impossibile identificare i responsabili degli attacchi missilistici sul territorio polacco».

NATO e Stati Uniti che hanno cercato di smorzare gli animi parlando di indagini in corso e di improbabile lancio russo. Ad esclusione della Turchia che da subito con la voce di Erdogan ha detto: «I dati dimostrano che la Russia non ha nulla a che fare con l’incidente del lancio del missile in territorio polacco». In conferenza stampa Jens Stoltenberg ha riferito: «L’alleanza non vede alcun segno che la Russia stia pianificando un attacco contro di essa. Non abbiamo le conclusioni finali dell’indagine, né abbiamo la conferma che questo attacco sia stato diretto, ma siamo tutti d’accordo che la Russia è il colpevole di questo conflitto. Se non lo fossero stati, questa situazione non si sarebbe verificata nemmeno in Polonia. L’incidente non ha caratteristiche di attacco, quindi non possiamo dire che la nostra difesa non abbia funzionato, solo che non è “affilata” per questo tipo di incidente».

E i paesi nordici e le repubbliche baltiche con la Polonia e l’Ucraina che prima hanno chiesto un intervento NATO, la Polonia ha avviato infatti la convocazione del Consiglio della NATO ai sensi dell’articolo 4 del trattato di base, a darne notizia il Ministro degli Esteri ungherese. Per accontentarsi alla fine della mattinata di una maggiore difesa dei confini. Il ministro degli Esteri finlandese e anche quello lettone affermano che lo spazio aereo ucraino potrebbe essere chiuso in seguito all’emergenza polacca, ma di fatto una emergenza polacca non esiste. Il generale polacco Roman Polko ha proposto di estendere l’area di responsabilità della difesa aerea polacca all’Ucraina. Alla fine lo stesso presidente Duda ai microfoni alle 12:19 ha dichiarato: «Nulla indica che si trattasse di un attacco alla Polonia. C’è un’alta probabilità che il missile abbattuto appartenga alla difesa aerea ucraina. Si trattava di un missile di fabbricazione russa degli anni ’70, ma a questo punto “non ci sono prove che sia stato lanciato dall’esercito russo”. La caduta del missile potrebbe essere stata un “incidente”».

Sulla social sfera russa nella mattinata del 16 novembre circolava uno slogan che diceva: «L’Ucraina ha colpito ieri la NATO. Con un missile».

Non si è fatta attendere, invece, la reazione della Russia: Il Ministero della Difesa russo, Sergej Shoigu, ha definito le dichiarazioni dei media e dei funzionari polacchi come una provocazione e ha affermato che non ci sono stati attacchi missilistici russi vicino al confine ucraino-polacco. Il missile più vicino al confine polacco è stato lanciato a 68 km secondo fonti russe non ufficiali.

Il portavoce di Vladimir Putin, Dimitrj Peskov sull’incidente missilistico in Polonia: «Abbiamo assistito a un’altra reazione isterica e ferocemente russofoba che non si è basata su alcun dato reale. In effetti, rappresentanti di alto livello di vari Paesi hanno rilasciato dichiarazioni senza avere un’idea esatta di ciò che è accaduto, di ciò che lo ha causato. Ancora una volta, la reazione frenetica e dettagliata dimostra che non si dovrebbero mai fare valutazioni affrettate che possono infiammare la situazione, soprattutto in momenti così cruciali. Avremmo preferito sentire reazioni così emotive e addirittura emozionali in occasione del sabotaggio dei gasdotti sottomarini di Nord Stream. Allora non c’era questa reazione. E nessuno si affrettò a scoprire chi avesse organizzato questo sabotaggio. I polacchi hanno avuto tutti i mezzi possibili per riferire immediatamente che si trattava del relitto di un missile S-300 e, di conseguenza, tutti gli specialisti avrebbero immediatamente capito che non poteva trattarsi di un missile che avesse a che fare con le forze armate russe».

E mentre l’incidente in Polonia riempiva le pagine dei giornali, in prima linea si continua a combattere: in direzione di Luhansk, l’AFU ha tentato di avanzare verso Kuzemivka, tagliando così un tratto della strada dei razzi e della linea ferroviaria. Le forze russe, a loro volta, hanno attaccato vicino a Bilohorivka.

Sul fronte di Donetsk, le forze armate russe si sono avvicinate a Nevelskoye. In caso di successo, un tratto della strada dei razzi verso Pervomais’kyi sarà interrotto. È in corso un’offensiva anche in direzione di questo insediamento. La prospettiva è quella di aggirare la roccaforte dell’AFU ad Avdeevka da sud-ovest.

Le forze armate ucraine, nella mattina del 16 novembre, stanno cercando di condurre offensive lungo l’intera linea che va da Popasna alla regione di Kharkiv. Il rappresentante della milizia popolare LNR Andriy Marochko a Solovyov Live

In direzione Zaporizhzhya, l’artiglieria russa è stata impegnata in un massiccio bombardamento delle posizioni dell’AFU a Bolshaya Novosyolka. Ci sono stati attacchi anche nell’area di Gulyaypol. Sul terreno, le parti contrapposte non si sono impegnate in operazioni di combattimento attivo.

Gli abitanti di Slov”jans’k hanno registrato l’arrivo di attrezzature e personale ucraino per il quarto giorno. Secondo i soldati, sono stati spostati dalla direzione di Kherson.

Alle 14:00 del 16 novembre sullo sfondo di una pausa e di battaglie di posizione in alcuni settori del fronte, il comando ucraino sta rafforzando il raggruppamento di truppe nella regione di Zaporozhye.

I rinforzi sono arrivati ​​alle posizioni di fronte del 1° Battaglione del 65° Ombre delle Forze Armate dell’Ucraina a Preobrazhenka, e un gruppo di forze speciali ucraine è stato schierato a Volnyanka.

La concentrazione di veicoli corazzati e armi sta avvenendo nelle vicinanze di Orekhov, dove si sta formando una forza d’attacco ucraina. A cavallo di Vasinovka – Omelnik – Yegorovka, vengono schierate le posizioni del 16 ° battaglione del 58 ° ompbr delle forze armate dell’Ucraina.

Prosegue il trasferimento di diverse unità dalla direzione Kherson. Ora almeno due battaglioni delle forze armate ucraine si stanno muovendo nell’area di combattimento.

Nell’ultimo giorno, un convoglio di 80 unità con personale (circa 1,5mila persone), 14 veicoli da combattimento corazzati Kozak, sei obici D-20 da 152 mm, cinque obici M777 da 155 mm, due mortai da 120 mm e 11 anti- cannoni da carro armato MT-12 “Rapier”.

Nel settore Gulyai-Polye nell’area di Komsomolsky, Gulyai-Polye e Malinovka, furono formati diversi gruppi di sabotaggio con un numero totale di 35-40 persone per inviarli nella parte posteriore delle truppe russe.

In connessione con l’arrivo delle forze dalla direzione di Kherson, due compagnie di fucilieri della 102a brigata di truppe delle forze armate ucraine saranno trasferite alla direzione di Donetsk all’inizio di dicembre.

Infine si apprende che l’FSB, secondo la social sfera filo russa, ha intercettato una conversazione tra un diplomatico polacco detenuto a Mosca mentre accettava una tangente. La Banca internazionale per la cooperazione economica ha confermato che la donna è una loro dipendente e lavora nel dipartimento di pianificazione strategica. I funzionari dell’FSB hanno dichiarato che il cittadino polacco ha violato gravemente il diritto internazionale.

Graziella Giangiulio

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